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Tomo terzo.
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Vescriùont del Gindir.it ,

2Z6 Q_u AKTA Parti.

re , che gli sanno cerchio di Profeti, di Apostoli, e particolarmen-te Adamo, e s. Pietro : i quali si stimano , che vi sten mesti 1’ uno perPorigine prima delle genti venute al giudizio, l’altro per essere statoil primo fondamento della cristiana Religione. A’piedi gli è uns. Bartolommeo bellissimo, il qual mostra la pelle scorticata . Evvi si-milmente uno ignudo di fan Lorenzo ; oltra che senza numero sonoinfinitissimi Santi, e Sante , e altre figure maschi, e femmine intor-no , appresso, e discosto; i quali si abbracciano, e fannosi festa,avendo per grazia di Dio , e per guidardone delle opere loro labeatitudine eterna . Sono sotto i piedi di Cristo i sette Angeli scrit-ti da san Giovanni Evangelista con le sette trombe , che sonando asentenza , sanno arricciare i capelli a chi gli guarda , per la terribi-lità , che essi mostrano nel viso ; e fra gli altri vi son due Angeli ,

confessa ; anzi da questa lettera pa-re , che attualmente lo dipigneffe ;laonde direi, che questo è un pen-siero pittorico , che 1 ’ Aretino vo-lesse suggerire al Bonarroti len-za mostrare di suggerirglielo . Aquesta lettera rispose il Bonarroti,e la risposta si trova nel tom. 11.delle Lettere pittoriche nutn. iv.in cui gli dice, che il suo pensie-ro era bellissimo, ma che non lo po-teva mettere in opera , perché a-vea compita gran parte dell' istoria,la quale prende tutta la facciataprincipale della cappella, nella_,quale è collocato l’altare. E quan-do il Varchi neh’ Orazione a c. ri-dice di Michelagnolo : 1 S lei dipi-gnere il Giudizio nelle facciatedella cappella di 'Papa Sisto superòse medefimo , si dee prendere per«baglio , o per errore di stampa ;ovvero perché Paolo III. avesse inanimo di far dipignere la facciataa dirimpetto , che rimane sopral’ingresso, e farvi rappresentarela caduta di Lucifero , come han-no creduto alcuni , e lo dice ilVasari medesimo ( c. 161. )esserestato pensiero di Clemente VII.EnricoKornmanno nel suo Tem-pio istorico della Natura stampatoin Darmstat nel 1611. a c. 276. di-ce di questa pittura : In sacello

( Xysti ) Dei Judicium supra altaredepiliam vifitur cumstupore morta -liam , etiam summorum pili or um .Opus eîì magni illius Micbaelis An-geli toso Orbe vel ilio opere celeber-rimi , qui Ì 3 * vicinum Taulinumsacellum, sed longe tninus ilio ,de-pinxit . E le stesse lodi y e più ste-se ripete a c. zi 4.

Questo Giudizio è stato più vol-te intagliata In rame . In formagrande, e in più pezzi, è dedicatoa monsignor Pietro Strozzi, segre-tario de’Brevi a’Principi da M.G. sorse Matteo Greuter d’ Ar-gentina . Ne abbiamo anche unastampa di Lionardo Gaultier . Un’altra più piccola di Gio. Batistade’ Cavalieri dell’ anno 1567. Unain piccolissime figure, ma moltostimata di Martino Rota Sebeni-cen. del 1569. dedicata al duca_>Emanuel Filiberto di Savoja. Duealtre della medesima piccolezza ri-cavate da quella del Rota. Nonvoglio qui lasciar d' avvertire lafortuna , eh’ ebbe Raffaello di ve-dere le sue opere , e i suoi disegniintagliati eccellentissimamente, do-ve che Michelangiolo per lo con-trario gli vide trattati malamente Sdi che si duole il Vasari nel to-mo 11. a c. 426.