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Tomo terzo.
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Vita vi Michelagnolo Bonarroti. '2Z7che ciascuno ha il libro delle Vite in mano , e appresso non senzabellissima considerazione si veggono i sette Peccati mortali da unabanda combattere in forma di diavoli, e tirar giù allo inforno l'ani-me , che volano al cielo con attitudini bellssime , e scorti moltomirabili. Nè ha restato nella resurezione de' morti mostrare alMondo, come essi dalla medesima terra ripiglian l’osti, e la car-ne : e come da altri vivi ajutati vanno volando al cielo : che da al-cune anime già beate è lor porto ajuto ; non senza vedersi tuttequelle parti di considerazioni, che a una tanta opera , come quel-la > si possa stimare, che si convenga ; perché per lui si è fattostudj » e fatiche d’ogni sorta , apparendo egualmente per tuttal’opera » come chiaramente , e particolarmente ancora nella barcadi Caronte 1 si dimostra j il quale con attitudine disperata 1' animeT.III. K k tira.

1 11 Richardson dice d’avere ilcartone di questa figura di Caron-te , originale di Michelangiolo .Vedi il tom. i. a cari. 93. della suaOpera. Il Gori nelle note al Con-divi a c. n( 5 . afferma , che il di-segno originale di questo Giudiziosi conserva nella galleria Medicea ,ma dubito , che prenda sbaglio.Bensì presso il re di Napoli le neconferva uno schizzo interamentefinito , ed eccellentemente dise-gnato ( si crede con fondamento )dal Bonarroti, e sotto la sua di-rezione colorito da Marcello Ve-nusti Mantovano ( V. il Baglionia c. 20. ) del quale era compareMichelangiolo . Questo schizzo eratra i quadri del duca di Parma, eprima era stato nel palazzo Far-nese j perché su fatto per regala-re al cardinale Alessandro di quel-la illustre Casa . Di questo quadroparla lo Scannelli nel suo Micro-cosmo libr. 1. cap. io. a c. 72. di-cendo : ,, Ritroverà (il curioso),, nel palazzo de’Farnesi in Roma,, il Giudicio del medesimo Miche-„ lagnolo in piccolo, il quale ve-„ ramente nelle parti spettanti al-„ la grazia , decoro , e delicatez-,, za , appare più compito „ . Lefigure sono meno d' un palmo , mabenché piccole mantengono il ca-

rattere grande , e terribile, ed èfresco, come se foste fatto due an-ni sa . Si conserva ora tra' qua-dri del re di Napoli, ed è stupen-do , quanto la pittura, che è nellaSistina. Eziandio nella galleria—*Medicea si conserva un disegno disimil grandezza bellissimo , che icustodi di essa galleria dicono esse-re il bozzetto di Michelagnolo ;ma è del tutto diverso dalla pittu-ra , onde si vede, che è un pen-siero d'un altro professore. Du-bito , che non sia opera d’ AndreaComodi, che secondo il Baglionia cart. 334, fece particolarmente,un grande studio per fare un Giudi-zio universale . V è anche un al-tro disegno simile pur di matitanera fatto con somma diligenza eattenzione , e rappresenta la ca-duta di Lucifero , e sono tirati indue quadri ; ma per quanto sienobelli , e fatti sulla maniera delBonarroti, e ben disegnati, nonvi si scorge quella profondità didisegno , che si vede nei!' operadi questo divino artefice. Fu an-che disegnato tutto da Batista_>Franco , come si ha dal Valari ac. z8. di questo tomo. Dio fa , do-ve è andato questo disegno, chesarebbe una cosa singolare, parti-colarmente adesso , che 1' origina-le è