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Tomo terzo.
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Lettera , e ver[i diMichelaccio .

284 (Quarta P m r t e .

era al fine della vita» che guardaste dowe egli teneva i suoi pen-sieri leggendo vedrebbe, che era alle: 24. ore, e non nascevapensiero in lui» che non vi sulle scolpata la morte» dicendo in_*una sua :

Dio il 'voglion Vasari » che io la tenga ai disagio qualche anno 3 e so chemi direte bene , che io fia 'vecchio , e pazzo a 'voler fare sonetti ; ma per-ché molti dicono » che io sono rimbambito » ìho 'voluto fare /’ ufficio mio .Per la •vostra veggo l’ amore » che mi portane ; e sappiate per cesa cer-ta » che io avrei caro di riporre queste mie cdeboli ossa accanto a quelle dimio padre , come mi pregate ; ma partendo0 di qua sarei causa di’ unagran rovina della fabbrica di san Piero » di ma gran vergogna » e d’ungrandissimo peccato •, ma conte fia Jlabilitaì che non possa essere mutata »spero far quanto mi scrivete » se già non è ppeccato a tenere a disagio pa-recchi ghiotti » che aspettano , mi parta presso . Era con quella letterascritto pur di sua mano il presente Sonettto.

Giunto è già 7 corso della vita milaCon tempestoso mar per fragil barre aAl comun porto » ov’ a render s/t varcaConto » e ragion di ogni opra trtisla , e pia.

Onde l’ affettuosa fantasia ,

Che /’ arte mi fece idolo » e montare a »

Conosco or ben , quant’ era di errror carca »

E quel eh’ a mal suo grado ognuna' defia .

Gli amorosi pensier già vani » e liietiChe sen’ or » s’ a due morti mi (avvicino ?

D’ una so certo > e l’altra mi nninaccia .

Nè pinger » nè scolpir fia più , chee quietiV anima volta a quello Amor edivino »

Ch’ aperse a prender noi in Crocce le braccia .

si ritirava a vivere Perlochè si vedeva, che s’ andava mtirando verso Dio » e la-*Oio. sciando le cure dell’arte per le perfecuziioni de’ suoi maligni arte-

fici , e per colpa di alcuni soprastanti desila fabbrica , che arebbonovoluto» come e’ diceva , menar le mani 1 . Fu risposto per ordine delduca Cosimo a Michelagnolo dal Vasari con poche parole in unalettera » confortandolo al rimpatriarsi, e ccol sonetto medesimo cor-

rispon*

1 Cioè far spender molto , e va-namente in quella fabbrica, non perbisogno della medesima , ma perutile proprio ; come è seguito dipoi. Almeno la spesa fosse servitase non per bisogno , almeno perornato , come la cattedra di s. Pie-

tro , e • la mole della Confessione, ele quaittro grandi statue de’ pila-stri • mia per lo più le spese servo-no per • guastare le prime idee delBonarrroti, e far talvolta cole af-fatto rcedicole , sregolate , e di cat-tivo , te barbaro gusto.