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Tomo terzo.
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Chiede licenza r«*tirarsi a Firenze .

Vanni facciati comemeritava.

zor Q_u a k t a Parte.

pa j dove è il monte , per salire sopra la nicchia grande , che voltaa quella parte , se mozzare alcune travi grosse di abeto , dicendo ,che si consumava nel tirare sii la roba troppi canapi, che era me-glio il condurla per quella via ; il che inteso Michelagnolo , andòsubito dal Papa, e romoreggiando, perché era sopra la piazza diCampidoglio, lo se subito andare in camera, dove disse : Egli èflato messo, Padre santo , per mio soilituto da' deputati uno , che

10 non so chi egli sia, però se conoscono essi , e la Santità vo-stra , che io non sia piùl caso , io me ne tornerò a riposare a Fio-renza , dove goderò quel Granduca , che m ha tanto desiderato ,e finirò la vita in casa mia 1 : però vi chieggo buona licenza . IlPapa nebbe dispiacere , e con buone parole confortandolo gli or-dinò , che dovesse venire a parlargli il giorno in Araceli ; dovefatto ragunare i deputati della fabbrica , volle intendere le cagionidi quello, che era seguito ; dove fu risposto da loro, che Ia_*fabbrica rovinava, e vi si faceva de gli errori ; il che avendo inteso

11 Papa non esser il vero , comandò al signor Gabrio Scerbellone ,che doveste andare a vedere in sulla fabbrica , e che Nanni » cheproponeva queste cose, gliele mostrasse ; che ciò fu eseguito , e tro-vato il signor Gabrio , esser ciò tutta malignità , e non essere vero,fu cacciato via con parole poco oneste di quella fabbrica in presenzadi molti Signori, rimproverandogli, che per colpa sua rovinò il pon-te s. Maria , e che in Ancona volendo con pochi danari far gran coseper nettare il porto, lo riempie più in un, che non fece il mare indieci anni 2 . Tale fu il fine di Nanni per la fabbrica di s. Pietro , perla quale Michelagnolo di continuo non attese mai a altro in 17. anni,

che

x Questo discorso del Vasari nonconcorda con quello , che li leggenella Vita di Benvenuto Cellini acart. 279. Andai a trovar Mi- chelagnolo Bonarroti, e gli re-,, plicai quella lettera , che di Fi- renze io gli avevo scritto da parte del Duca ( In quesla_>lettera il Cellini aveva fatte pro-messe magnifiche al Bonarroti, ol-tre anche quello, che aveva dettoil Duca per farlo tornare a Firen-ze ) Egli mi rispose , eh' egli,, era impiegato nella fabbrica di s. Pietro , e per cotal causa ei non si poteva partire. Allora io gli dilli, che dappoiché sera ri-,, soluto al modello di detta fab- brica , che ci poteva lasciare il suo Urbino &c. e aggiunsi mal'

,, te altre parole di promesse , di- cendogliene da parte del Duca .,, Egli subito mi guardò fisso , e sogghignando disse : E voi, come state contento seco ? Sebbene io,, dissi, che stavo contentissimo , e,, eh ero molto ben trattato , egli mostrò di sapere la maggior par- te de miei dispiaceri . Dal chesi raccoglie , che veramente il Bo-narroti non voleva tornare a Fi-renze , e sorse gli dava noja latroppa protezione , che aveva tro-vata il Bandinelle , e qualche altroartefice presso a quel Duca .

2 Veggasi tutto questo fatto in-serito , ed esaminato ne Dialoghisopra le tre Arti a cart. 48.