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mente il duca Cosimo de’ Medici) come s’è detto» e tutti con onora-te provvisioni 9 non per altro che per valersi della sua gran virtù ; checiò non accade se non a uomini di gran valore) come era egli) avendoconosciuto ) e veduto 5 che queste arti tutte tre erano talmente per-fette in lui ) che non si trova nè in persone antiche > nè moderne intanti ) e tanti anni» che abbia girato il Sole » che Dio 1’ abbia con-cessi) a altri » che a lui . Ha avuto s immaginativa tale 5 e sì perfet-Sttdjva in estrtmo ta ) che le cose propostosi nella idea fono state tali ) che con le ma-ntll' spere . ni ) per non potere esprimere sì grandi, e terribili concetti ) ha
spessi) abbandonato 1* opere sue » anzi ne ha guasto molte , come ioso ; che innanzi che morisse di poco , abbruciò gran numero di dise-gni ) schizzi > e cartoni fatti di man sua 5 acciocché nessuno vedessele fatiche durate da lui ) ei modi di tentare P ingegno suo per nonapparire se non perfetto ; e io ne ho alcuni di sua mano trovati inFiorenza messi nel nostro libro de’ disegni, dove » ancoraché si veg-ga la grandezza di quello ingegno 5 si conosce > che quando e’ volevacavar Minerva della testa di Giove) ci bisognava il martello diVulcano; imperò egli usò le sue figure farle di nove ) e di dieci»e di dodici teste » non cercando altro , che col metterle tutte in-sieme) ci suste una certa concordanza di grazia nel tutto 9 che non lofa il naturale ; dicendo > che bisognava avere le seste negli occhi,e non in mano ) perché le mani operano ) e s occhio giudica : chetale modo tenne ancora nel!’ architettura • Né paja nuovo a nessu-suo genio diretto al- no 5 che Michelagnolo si dilettasse della solitudine ) come quelli»era innamorato dal 1’ arte sua » che vuol l’uomo per se solo » ecogitativo : e perché è necessario » che chi vuole attendere agli stu-dj di quella » fugga le compagnie ; avvengachè chi attende alle con-siderazioni dell’ arte » non è mai solo » nè senza pensieri : e colo-ro » che gliele attribuivano a fantasticheria » e a stranezza » han.no il torto; perché chi vuole operar bene» bisogna allontanarsida tutte le cure » e fastidj » perché la virtù vuol pensamento » soli-tudine » e comodità > e non errare con la mente . Contuttociò haavuto caro 1’ amicizie di molte persone grandi » e delle dotte » edegli uomini ingegnosi a’ tempi convenienti » e se 1’ è mantenute »come il grande Ippolito cardinale de’ Medici » che l’amò gran-demente ; e inteso che un suo cavallo Turco che aveva » pia-ceva per la sua bellezza a Michelagnolo, fu dalla liberalità di quel
Signo-
„ in suo servigio facesse cosa ve- il qual Brucioli stampò molte ope-„ runa , di tutto solfe pagato , co- re dal 1534., al 1545. e che traduss„ mese da loro provvisione alcu- se in Italiano la Bibbia . S’avver-„ na non avesse „ . E’ il Brucioli ta , che le somme del danaro of-quì nominato forse quell’Antonio serre a Michelangelo in quel tem-Brucioli Fiorentino , come con- po erano molto più notabili, cheghiettura il sig. Manni nelle note , in oggi.