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Tfìtafio,
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dipinto con molta destrezza, e dolcissima maniera , Michelagno,lo, che mostra al Papa la pianta della detta sagrestia . E dietrolui parte da alcuni angioletti, e parte da altre figqre erano portatii modelli della libreria , della sagrestia, e delle statue , che vi so-no oggi finite ; il che tutto era molto bene accomodato , e lavo-rato con diligenza . Nel terzo quadro » che posando come gli altridetti sul primo piano guardava 1’altare maggiore « era un grandeepitaffio Latino composto dal dottissimo messer Pier Vettori, ilsentimento del quale era tale in lingua Fiorentina :
„ L'Accademia de' pittori, scultori, ed architettori , col,, savore, ed ajuto del duca Cofimo de’ Medici loro capo, e„ sommo protettore di queste arti ; ammirando 1’ eccellente virtù,, di Michelagnolo Bonarroti, e riconoscendo in parte il beneficio„ ricevuto dalle divine opere sue, ha dedicato questa memoria ,,, uscita dalle proprie mani, e da tutta 1’ affezione del cuore , ali'„ eccellenza, e virtù del maggior pittore , scultore, ed archi-„ rettore, che fia mai stato „ -
Le parole Latine furono queste.
CoLLEGIVM PICTORVM, STATVARIORVM , ARCHITECTO-RVM , AVSPICIO , OPEQVE SIBI PROMPTA COSMI DVC1S , AV-CTORIS SVORVM COMMODORVM , SVSPICIENS SJNGVLAREMVIRTVTEM MlCHAELIS ANGELI BoNAROT£ î INTELLIGENSQjQVANTO SIBIaVXILIO SEMPER EYERINT PRECLARA IPSIVSOPERA , STVDVIT SE GRATVM ERGA 1LLVM OSTENDERE, SVM-MVM OMNIVM QVI VNQVAM EVERINT • P- 8. A. IDEOQVE MO-NVMENTVM HOC SVIS MANIBVS EXTRVCTVM , MAGNO ANIMIARDORE IPSIVS MEMORIA: DEDICAVI? .
Era questo epitaffio retto da due angioletti, i quali con voltopiangente, e spegnendo ciascuno una face , quasi si lamentavano,essere spenta tanta, e cosi rara virtù . Nel quadro poi, che venivaa essere volto verso la porta, che va nel chiostro, era quando per P as-sedio di Firenze Michelagnolo fece la fortificazione del poggio a sanMiniato , che su tenuta inespugnabile , e cosa maravigliosa. E que-sto fu di mano di Lorenzo Sciorini 1 , allievo del Bronzino » giovane
di
chiamasse Fiammingo , essendo O-landese , ma allora sorse , estendol’Olanda , eia Fiandra sotto ilmedesimo dominio , non si facevaquesta distinzione in Firenze , oalmeno dal Vasari , che scrivevaalla buona. E’ più difficile l’in-dovinare , perché si chiamasse del"Padovano .
i Lorenzo dello Sciorina , co-me lo chiama il Baldinucci a__»c. 172. del dee. i. part.z. del sec.4.fu Fiorentino , e lavorò molto ne-gli apparati per le nozze dellaGranduchessa Giovanna d’ Austria,e nel chiostro nuovo di s. MariaNovella di Firenze .