Vita di Michelagnolo Eonarroti. zzZ
di boniflîma speranza. Questa parte più bassa, e come dire la ba-se di tutta la macchina , aveva in ciascun canto un piedestallo, cherisaltava : e sopra ciascun piedestallo era una statua grande più statue postevi.che il naturale , che sotto n’ aveva un' altra come soggetta » e vin-ta , di simile grandezza , ma raccolte in diverse attitudini , estravaganti. La prima a manritta» andando verso 1’altare mag-giore» era un giovane svelto » e nel sembiante tutto spirito» e dibellitfima vivacità» figurato per s Ingegno » con due aliene sopra letempie » nella guisa che si dipinge alcuna volta Mercurio - Esotto a questo giovane fatto con incredibile diligenza , era conorecchi asinini una bellissima figura fatta per i’Ignoranza» mortalnimica dell’Ingegno ; le quali ambedue statue furono di mano diVincenzio Danti Perugino 1 » del quale » e dell' opere sue , chesono rare fra i moderni giovani scultori > si parlerà in altro luogo piùlungamente . Sopra 1’ altro piedestallo » il quale » essendo a manritta verso 1’ altar maggiore » guardava verso la sagrestia nuova »era una donna , fatta per la Pietà cristiana » la quale estèndo diogni bontà , e religione ripiena » non è altro» che un aggregatodi tutte quelle virtù» che i nostri hanno chiamate Teologiche » edi quelle » che furono da i Gentili dette Morali. Onde meritamen-te » celebrandosi da’cristiani la virtù d’un cristiano » ornata disantissimi costumi » su dato conveniente » ed onorevole luogo a que-sta » che risguarda la legge di Dio» e la salute dell’anime ; essen-do che tutti gli altri ornamenti del corpo » e dell’animo» dovequesta manchi » sono da essere poco » anzi nulla stimati.
Questa figura » la quale aveva sotto so prostrato » e da se cal-pestato il Vizio, ovvero 1* Impiota » era di mano di Valerio Cidi 2 , figura del doliil quale è valente giovane » di bellissimo spirito » e merita lode dimolto giudizioso » e diligente scultore .
Dirimpetto a questa » dalla banda della sagrestia vecchia » eraun’ altra simile figura stata fatta giudiziosamente per la Dea Mi-ne r-
1 Di questo celebre scultore ha
anche parlato il Vasari nel to. il.a c. 6i2. dicendo , che quantunquegiovane concorse coll'Ammarinatoper fare il gigante , che è sullafontana di piazza, e forse 1’ avreb-be fatto meglio , non essendoriuscito ali' Ammarinato far cosase non mediocre . Si parla an-che del Danti nelle note alla_»
pag. 169. del medesimo tomo il.
2 Valerio Cioli nacque in Set-tignano, borgo poco più di duemiglia distante da Firenze, circa
ali’ anno 1530. Imparò i princi-pi dell’ arte da Simone suo pa-dre , e la perfezione dal Triboloin Firenze , e in Roma da Raffael-lo da Montelupo . Attese molto arestaurare le statue antiche perGiuliano Gelarmi. Servì il ducadi Ferrara, e quindi fu chiama-to al suo servizio dal Granduca .Una distinta nota delle sue ope-re si ha dal Baldinucci ivi a c. 173.Mori di 70. anni, lasciando unbravo scolare , che su GherardoSilvani, scultore e architetto .