Torte di bronzilasagresti 4 .
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, la porta della sagrestia di detto luogo , è di stia mano la porta di" bronzo, divisa in due parti bellissime , e con istorie di Gesù Cri-sto ,
fatti da Gio. Batista del Moro pit-tor Veronese . Per la balustratadella medesima cappella fece iquattro Evangelisti di bronzo bel-lissimi , che vengono a esser col-locati avanti l’altar di s. Marco .
Mirabile ancora è un quadro dimezzo rilievo , dove fono, figurequasi affatto staccate dal fondo,fatto per la cappella di s. Anto-nio in Padova .
Compì intorno a questi tempialcune fabbriche singolari, comela chiesa di s. Martino presso ali*arsenale , e quella degl’ Incurabi-li molto graziosa per la sua novi-tà , essendo di forma ellittica, ela scuola di s. Gio. degli Schiavo-ni presso s. Gio. del Tempio .
Nella chiesa di s. Maria de’Serviarchitettò 1’ altar delle reliquie.
In Padova si crede, che il cor-tile dell’ Università , e il salonedel Consiglio sieno architetturadel Sanfovino , ma il Temanza nelprimo riconosce la tua maniera,ma non nel fecondo.
Fece poi le fabbriche di Rial-to , dette le Fabbriche nuove, fuicanai grande per comodo de’ mer-canti . Ma 1 ’ edifizio non fu benassicurato, e tirati i muri del pri-mo piano non sopra quegli delpiano di sotto , ma a traverso al-le volte, onde ha patito, e piùvolte con grave spela ha biìògna-to ripararlo , e nè per anco èmolto sicuro - Per altro la fabbri-ca è bellissima.
Francesco suo figliuolo , e ilTemanza ci danno notizia , ch’eglifece un disegno del ponte di Rial-to , che non fu eseguito per laguerra , eh’ ebbe la repubblicacol Turco ; ma nè 1 ’ uno, nè sal-irò seppero qual fosse l’idea di
questo ponte. Vedi le note ag-giunte alla Vita di Michelangeloac. 359. n. 7.
Nell’ anno 1554. con la direzio-ne del Sanfovino furono fatti i pa-rapetti al ballatojo dell’ organo ,e le banche , e le spalliere latera-li intorno alla sagrestia di s. Mar-co , e la porta di bronzo della me-desima , eh’ è un superbissimo, get-to , ordinato nel 1556. ma soprail quale lavorò molti anni,v’ impiegò molti suoi scolari a ri-nettarlo , e costò 2286. ducati.Tra le teste , che spoetano in fuo-ri, fono i ritratti di Jacopo, ede’ suoi due sviscerati amici , cioèdi Tiziano, e dell’ Aretino . Fe-ce anco lo sportello di bronzo ,eh’ è ali’ altare del Sacramentodella medesima chiesa.
Nell’ anno stesso 1556. diedecompimento alla chieià di s. Gi-mignano , ornandola eccellente-mente dentro , e fuori, sicché èuna delle più belle chiese di quel-la capitale.
E’ opera sua parimente il se-polcro magnifico di Monsig. Po-dacataro arcivescovo di Cipro , e-retto nel tempio di s. Sebastiano :e l’altro più magnifico del dogeFrancesco Veniero , che s’ ammi-ra in s. Salvatore.
La scala del palazzo ducale, chesale al Collegio, fu nel i;;8. orna-ta col disegno di Jacopo, benchéi lavori di pittura , e di sculturasieno di diversi professori.
Rifarci il palazzo del duca d’Ur-bino posto nel sestiere di Canalre-gio nel t;6o. onde il Duca scrisseal suo figliuolo una cortese letteracommettendogli di ringraziare ilpadre.La lett. è riportata a c-99.de!Segretario di Franccfco Sanlòvi no.
Fu