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Tomo terzo.
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Soo - (Quarta Parte.mi furono insegnati i primi principi con qualche ordine da Gu-glielmo da Marzilla Franzefe» di cui avemo disopra'raccontato1’ opere » e la Vita . Condotto poi l’anno 1524. a Fiorenza da Sil-vio Passerini cardinale di Cortona » attesi qualche poco al disegnosotto Michelagnolo 1 , Andrea del Sarto 1 j ed altri. Ma essendoPanno 1527. stati cacciati i Medici di Firenze , e in particolareAleflàndro , e Ippolito , co’ quali aveva così fanciullo gran fervi-ti! per mezzo di detto cardinale ; mi fece tornare in Arezzo donAntonio mio zio paterno, essendo di poco avanti morto mio pa-dre di peste ; il quale don Antonio tenendomi lontano dalla cit-tà , perché io non appestassi ; fu cagione , che per fuggire P ozio ,mi andai esercitando pel contado d’ Arezzo , vicino a i nostri luo-ghi , in dipignere alcune cose a fresco a i contadini del paese , an-corché io non avessi quasi ancor mai tocco colori, nel che farem'avvidi, che il provarsi , e fare da se ajuta , insegna, e fa chealtri fa bornissima pratica ? . L’ anno poi 1528. finita la peste , laPrime sue tfin . prima opera » che io feci» fu una tavoletta nella chiesa di s. Pierod'Arezzo de’ frati de’ Servi ; nella quale , che è appoggiata a unpilastro , fono tre mezze figure , s. Agata , s. Rocco, e s. Pallia-no ; la qual pittura , vedendola il Rosso, pittore famosissimo, chedi que' giorni venne in Arezzo, fu cagione, che conoscendoviqualche cosa di buono, cavata dal naturale , mi volle conoscere ;e che poi m’ ajutò di disegni, e di consiglio . Nè passò molto , cheColorì col disegno del P er ^ uo mezzo lisi diede M. Lorenzo Gamurrini a fare una ta-Rojj» una tavola . vola , della quale mi fece il Rosilo il disegno ; e io poi la condussicon quanto più studio , fatica , e diligenza mi fu possibile, per im-parare , e acquistarmi un poco di nome . E se il potere aveste ag-guagliato il volere, farei tosto divenuto pittore ragionevole , co-tanto mi affaticava , e studiava le cose dell’ arte ; ma io trovava lediiîicultà molto maggiori di quello , che a principio aveva stimato .

Tuttavia , non perdendomi d’animo , tornai a Fiorenza , do-ve veggendo non potersi con lunghezza di tempo divenir tale s cheio ajutassi tre sorelle , e due fratelli minori di me , statimi lasciatida mio padre ; mi posi all’orefice , ma vi stetti poco 4 ; perciocchévenuto il campo a Fiorenza 1 ’anno 1529. me n’andai con Manno

ore-

Sì vegga il detto tom. 1 il. al- rite per 1’umidità .le stesse c. 105. c io 6 . 4 Pure imparò 1 ’ arte , per-

2 Vedi il tom. il. a e. 248. ché in essa li trattenne quattro

3 Narra il Vasari tom. 1. a c. mesi in Pisa , come si legge in127. che non avendo comodo d’al- questo tomo a c. 107. Qui vo-tisi maestri, imparò molto nel ri- glio notare , che molti eccellentifiorire due figure di Tommaso uomini attesero sist principio aGiottino , dipinte a fresco nella quel!’arte , cornei! Ghiberti, ilcappella del vescovado d'Arez- Brunellesco, Benvenuto Gelimi,zo , le quali figure erano scolo- e altri.