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Tomo terzo.
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Vita di G io KGio Vasari. 503

gire 1* aria di Roma quella state, io fusti ricevuto a Fiorenza dalduca Alessandro ; il che farebbe stato bene , che io avesti fatto ; per-ciocché volendo io pure stare in Roma , fra i caldi, l'aria , e 1-fatica» ammalai diserte che per guarire fui forzato a farmi por-tare in ceste ad Arezzo.

Pure finalmente guarito intorno alli io. del Dicembre ve- favorito dal duragnente , venni a Fiorenza, dove fui dal detto Duca ricevuto con ■Akjfcndro e otta-buona cera , e poco appresso dato in custodia al magnifico messer VÌM9 ^ e ^ •Ottaviano de' Medici, il quale mi prese di maniera in protezio-ne » che sempre» mentre visse» mi tenne in luogo di figliuolo ; labuona memoria del quale io riverirò sempre » e ricorderò » comed’ un mio amorevolissimo padre. Tornato dunque a i miei solitistudj » ebbi comodo » per mezzo di detto Signore » d’ entrare a miaposta nella sagrestia nuova di s. Lorenzo » dove sono l’opere di Mi-chelagnolo» essendo egli di quei giorni andato a Roma; e cosile studiai per alcun tempo con molta diligenza » così come erano interra. Poi messemi a lavorare » feci in un quadro di tre braccia unCristo morto » portato da Niccodemo » Giosestò » ed altri alla se-poltura > e dietro le Marie piangendo ; il quale quadro » finitoche su » l’ebbe il duca Alessandro con buono , e felice principiode’ miei lavori ; perciocché non solo ne tenne egli conto , mentrevisse, ma è poi stato sempre in camera del duca Cosimo, e ora èin quella dell’illustrissimo Principe suo figliuolo ; e ancora chealcuna volta io abbia voluto rimettervi mano per migliorarlo inqualche parte, non sono stato lasciato fare. Veduta dunque que-sta mia prima opera il duca Alessandro, ordinò, che io finissi la .camera terrena del palazzo de’ Medici, stata lasciata imperfetta , dive aveva ^lafiUtocome s’è detto, da Giovanni da Udine. Onde io vi dipinsi quat- de. da Udine.tro storie de’ fatti di Cesare ; quando notando , ha in una mano isuoi Commentari» e in bocca la spada : quando fa abbruciare gli scrittidi Pompeo per non vedere P opere de’suoi nemici : quando dal-la fortuna in mare travagliato, si dà a conoscere a un nocchiere :e finalmente il suo trionfo ; ma questo non su finito del tutto. Nelqual tempo, ancorché io non avessi se non poco più di diciottoanni, mi dava il Duca sei scudi il mese di provvisione , il piat-to a me , e un servitore , e le stanze da abitare , con altre moltecomodità. E ancorché io conoscessi non meritar tanto a gran pezzo,io faceva nondimeno tutto ciò » che io sapeva, con amore, e condiligenza ; né mi pareva fatica dimandare a’ miei maggiori quel-lo , che io non sapeva. O.ide più volte fui d’ opera , e di consì-glio ajutato dal Tribolo, dal Iiandinello, e da altri. Feci adun- si consigliava da?que in un quadro alto tre braccia esse duca Alessandro , armato , ^ uoni nastri*e ritratto di naturale , con nuova invenzione, e un sedere fatto diprigioni legati insieme , e con altre fantasie. E mi ricorda » che

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