Vita di Giorgio Vasari. 507
s. Agostino dal Monte San Savi no, mi diede a fare una tavola gran-de a olio nella chiesa di s. Agostino del Monte detto per saltarmaggiore. E così rimalo d’accordo, me ne venni a Firenze a ve-dere messer Ottaviano, dove stando alcuni giorni, durai delle fa-tiche a far sì, che non mi rimetteste al servizio delle Corti, co-me aveva in animo. Pure io vinsi la pugna con buone ragioni, erisolveimi d’andar per ogni modo, avanti che altro facessi , a Ro-ma; ma ciò non mi venne fatto le non poi, che ebbi fatto al det-to messer Ottaviano una copia del quadro, nel quale ritraile giàRaffaello da Orbino papa Leone, Giulio cardinale de’ Medici,e il cardinale de’Rossi ; perciocché il Duca rivoleva il proprio ,che allora era in potere di eslò meslèr Ottaviano ; la qual copia , Liberalità ricevutache io feci, è oggi nelle case degli eredi di quel Signore ; il qua- Ottaviano .le nel partirmi per Roma mi fece una lettera di cambio di 500.feudi a Gio. Batista Puccini, che me gli pagaste ad ogni mia ri-chiesta ; dicendomi : Serviti di questi per potere attendere a’ tuoistudj. Quando poi n’avrai il comodo, potrai rendermegli, o inopere, o in contanti a tuo piacimento. Arrivato dunque in Ro-ma di Febbrajo Panno iZz8. vi stei tutto Giugno, attendendo incompagnia di Gio. Batista* Lungi dal Borgo, mio garzone , a dise-gnare tutto quello, che mi era rimalo indietro P altre volte, cheera stato in Roma; e in particolare ciò , che era sotto terra nellegrotte . Né lasciai cosa alcuna d’architettura, o scultura, che ionon disegnassi, e non misurassi ; in tanto che posto dire con ve-rità, che i disegni eh’io feci in quello spazio di tempo, furono Gr * n disegnare di co.più di trecento; de’quali ebbi poi piacere, e utile molti anni^ 4W *^>in rivedergli, e rinfrescare la memoria delle cose di Roma; lequali fatiche, e studio, quanto mi giovassero, si vide tornato chesui in Toscana nella tavola, eh’ io feci al Monte San Savino, nel-la quale dipinsi, con alquanto miglior maniera , un’Assunzione dinostra Donna, e da bastò, oltre a gli Apostoli, che fono in-torno al sepolcro, santo Agostino , e son Romualdo . Anda-to poi a Camaldoli , secondo che aveva promesso a que’ Pa- Tcrn * 4 Camaldoli ,dri romiti, fessimeli’altra tavola del tramezzo la natività diGe- ,
sù Cristo , fingendo una notte alluminata dallo splendore di Cri-sto nato , circondato da alcuni pastori, che P adorano. Nel chefare andai imitando con i colori i raggi solari, e ritrassi le figure »e tutte P altre cose di quell' opera dal naturale , e col lume , ac-ciocché sosterò, più che si potesse, simili al vero. Poi, perché quel
S s s 2 lume
1 Di Batista Gugni parla il Va- che un Lionardo Cugni , pur pit-sori nel tom. il. a c. 61 4. nella tore, che diiegnò tutto il Giu-Vita di Cristofano Gherardi an- dizio di Michelagnolo . Vedi tom.che egli dal Borgo a s. Sepolcro, il. a c. 508. e in questo a c. 2ZZ.
Si trova nominato dal Vasari an- nelle note , e a 512.