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Tomo terzo.
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Vita di Giorgio Vasari. go-

to Pontefice l’effigie di Papa Clemente VII. e intorno 5 fra moltisignori ambasciadori, Principi, e altri personaggi, che lo Hanno Principi « monachia vedere mangiare , ritrassi il duca Alessandro de’ Medici per me- ivi ritratti .moria de’ benefizj, e savori , che io aveva da lui ricevuti, e perestere stato chi egli fu, e con e sto molti amici miei. E fra coloro »che servono a tavola i poveri, ritrassi alcuni frati miei domesticidi quel convento : come di forestieri, che mi servivano , dispen-latore, canovaio, e altri così fatti : e cosi l'abate Serraglio , ilgenerale don Cipriano da Verona» e il Bentivoglio . Parimenteritrassi il naturale ne’ vestimenti di quel Pontefice » contraffa-cendo velluti » dommaschi » e altri drappi d’oro » e di seta d’ognisorte - L’apparecchio poi » vali, animali, e altre cose feci fare aCristosano dal Borgo 1 , come si dille nella sua Vita. Nella secon-da storia cercai fare di maniera le teste» i panni» e i casamen-ti » oltre ali’ estere diversi da i primi » che facessi no » più che sipuò » apparire l’affètto di Cristo nell’istruire Maddalena» e I’af-fezione » e prontezza di Marta nell’ ordinare il convito » e doler-si d’ estere lasciata sola dalla sorella in tante fatiche » e min isto-rio ; per non dir nulla dell’ attenzione degli Apostoli » e altre-molte cose da estere considerate in questa pittura . Quanto allaterza storia » dipinsi i tre Angeli ( venendomi ciò fatto non so co- ^

me ) in una luce celeste, che mostra partirsi da loro» mentre i ae ore ^ e or, °'raggi d’un Sole gli circonda in una nuvola ; de’ quali tre Angeliil vecchio Àbramo adora uno » sebbene sono tre quelli , che vede ;mentre Sara si sta ridendo » e pensando » come posta estere quello »che le è stato promesso, e Agar con Ismael in braccio si partedall’ ospizio . Fa anco la medesima luce chiarezza a i servi, cheapparecchiano » fra i quali alcuni, che non possono soffèrire losplendore» fi mettono le mani sopra gli occhi, e cercano di co-prirsi : la quale varietà di coso , perché l’ombre crude, e i lumichiari danno più forza alle pitture, fecero a questa aver più rilie-vo , che l’altre due non hanno ; e variando di colore , fecero ef-fetto molto diverso. Ma così avess’ io saputo mettere in opera ilmio concetto, come sempre con nuove invenzioni, e fantasie fo-no andato allora , e poi cercando le fatiche, e il difficile dell’ ar-te . Quest’ opera dunque , comunque sia » fu da me condotta inotto mesi » insieme con un fregio a fresco , e architettura » intagli »spalliere , tavole , e altri ornamenti di tutta l’opera , e di tuttoquel refettorio : e il prezzo di tutto mi contentai, che soste du-gento scudi » come quelli che più aspirava alla gloria» che al gua-dagno . Onde M. Andrea Asolati mio amicissimo , che allora leg-geva in Bologna, vi fece far sotto queste parole :

OHa.

j V- tom. il. a c. 624.