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Tomo terzo.
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Vita di Giorgio Vasari. gir

in Arezzo s con un sito da fare orti bellissimi nel borgo di fan Vi-to, nella miglior aria di quella città . D’Ottobre adunque 1 ’an-no 1540. cominciai la tavola di messer Lindo per farvi una sto-ria} che dimostraste la Concezione di nostra Donna » fecondo cheera il titolo della cappella ; la qual cosà » perché a me era assai ma-lagevole » avutone messer Lindo , ed io il parere di molti comu-ni amici, uomini letterati» la feci finalmente in questa maniera .Figurato T albero del peccato originale nel mezzo della tavola»alle radici di esso » come primi trasgressori del comandamentodi Dio » feci ignudi, e legati Adamo » ed Eva » e dopo a gli al-tri rami feci legati di mano in mano Abratn » Ifac » Jacob,Moisè » Aron , Jofue , David » e gli altri Re successivamente se-condo i tempi ; tutti dico legati per ambe due le braccia» eccet-to Samuel » e s Già. Batista » i quali fono legati per un solo brac-cio» per essere stari santificati nel ventre . Al tronco dell’alberofeci avvolto con la coda l’antico serpente» il quale avendo dalmezzo in fu forma umana » ha le mani legate di dietro . Sopra ilcapo gli ha un piede » calcandogli le corna » la gloriosa Vergine ,che 1 ’altro tiene sopra una Luna» essendo vestita di Sole» e co-ronata di 12. stelle ; la qual Vergine » dico, è sostenuta in ariadentro a uno splendore da molti angele!ti nudi » illuminati da iraggi » che vengono da lei ; i quali raggi parimente passando frale foglie dell' albero » rendono lume a i legati » e pare » che vada-no loro sciogliendo i legami con la virtù , e grazia » che hanno dacolei » donde procedono. In Cielo poi » cioè nel più alto dellatavola » sono due putti » che tengono in mano alcune carte > nellequali sono scritte queste parole : Qhos Enee culpa damnavit » Ma-ri ce grafia sohit . Insomma io non aveva sino allora fitto opera >per quello che mi ricorda » né con più studio » nè con più amore ,e fatica di questa ; ma tuttavia » so bene satisfeci ad altri perav-ventura » non satisfeci già a me stesso : come che io sappia il tem-po > lo studio » e 1’ opera» eh’ io misi particolarmente negl' ignudi »nelle teste , e finalmente in ogni cosa . Mi diede messer Lindo »per le fatiche di questa tavola» trecento scudi d’oro; e inoltreT anno seguente mi fece tante cortesie » e amorevolezze in casa stiain Roma ; dove gli feci in un piccol quadro » quasi di minio » lapittura di detta tavola» che io farò sempre alla sua memoria ob-bligato - Nel medesimo tempo eh’ io feci questa tavola » che fuposta » come ho detto » in s. Apostolo > feci a mestèr Ottavianode’ Medici una Venere » ed una Leda con i cartoni di Michela-gnolo : e in un quadro un s. Girolamo » quanto il vivo » in peni-tenza » il quale contemplando la morte di Cristo » che ha dinan-zi insilila croce» si percuote il petto per scacciare dalla mentele cose di Venere » e le tentazioni della carne » che alcuna vol-ta il

Modo per spiegare laConcezione della.B- V.

S. Girolamo peniten-te .