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Tomo terzo.
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V.emunerxi,ione rice'SHta dal Duca .

Al

la

,« dipinge Usa-e rande -

5zr Q_u arta Parte.

di sì gran Duca , oltre alle provvisioni, grandemente , e largameli-te rimunerato con donativi e di case onorate , e comode in Fio-renza » e in villa , perché io potessi più agiatamente servirlo ; ol-tre che nella patria mia d'Arezzo mi ha onorato del supremo ma-gistrato del gonfaloniere , ed altri ufficj, con facilità che io possaiòstituire in quegli un de’cittadini di quel luogo » senza che a sorPiero mio fratello ha dato in Fiorenza uffizj d’utile , e parimen-te a’ miei parenti d' Arezzo favori eccessivi ; là dove io non sa-rò mai per le tante amorevolezze sazio di confessar 1’ obbligo , cheio tengo con questo Signore . E tornando ali’ opere mie, dico , chepensò questo eccellentissimo Signore dimettere ad esecuzione unpensiero avuto già gran tempo , di dipignere la sala grande: con-cetto degno della altezza , e profondità dell’ ingegno suo, né sose, come diceva, credo burlando meco , perché pensava certo,che io ne caverei le mani, e a’ dì suoi la vedrebbe finita, o pursussi qualche altro suo segreto , e come sono stati tutti i suoi , pru-dentissimo giudizio. L’effetto infornata fu, che mi commesse»die si alzasse i cavalli» e il tetto, più di quel eh’egli era, brac-cia tredici, e si facesse il palco di legname , e si mettesse d’ oro »e dipignesse pien di storie a olio : impresa grandissima , importan-tissima, e se non sopra 1’animo, forse sopra le forze mie. Ma oche la fede di quel Signore , e la buona fortuna , risegli ha in tut-te le cose » mi facesse da più di quel che io sono , o che la speran-za , e 1’occasione di sì bel .soggetto mi agevolasse molto di fa-coltà , o che ( e questo doveva preporre a ogni altra cosa) la gra-zia di Dio mi somministrassi le forze ; io la presi , e, come si è ve-duto , la condussi contra 1’ opinione di molti, in molto manco tem-po , non solo che io avevo promesso, e che meritava l’opera , ma r.èanche io pensassi, o pensasse mai sua Eccellenza illustrissima . Ben mipenso, che ne venisse maravigliata , e sodisfatrissima » perché ven-ne fatta al maggior bisogno, e alla più bella occasione , che glipotesse occorrere : e questa fu ( acciò si sappia la cagione di tantasollecitudine ) che avendo prescritto il maritaggio » che si tratta-va dell’ illustrissimo Principe nostro con la figliuola del passatoImperatore, e sorella del presente ; mi parve debito mio far ognisforzo, che in tempo, e occasione di tanta festa , questa , che erala principale stanza del palazzo, e dove si avevano a far gli attifinita per le nenie più importanti , si potesse godere . E qui lascerò pensare non so-dtl Principe. | 0 a ài è dell’ arte , ma a chi è suora ancora , pur che abbia vedu-

to la grandezza , e varietà di quell’opera ; la quale operazione ter-ribilissima , e grande, doverà scusarmi, se io non avessi per cotalfretta satisfatto pienamente in una varietà così grande di guerrein terra, e in mare» espugnazioni di città, batterie, assalti,scaramucce , edificazioni di città , consigli pubblici, cerimonie an-tiche ,