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testa di detta sala, cominciata dal Bandinello : di far lare nel!'altra una scena j la maggiore, e più ricca , che suste da altri fat-ta mai: e finalmente di condurre le scale principali di quel palaz-zo 1 , i loro ricetti, ed il cortile , e colonne in quel modo , chefa ognuno, e che si è detto di sopra, con quindici città dell’Imperio 5 e del Tirolo , ritratte di naturale in tanti quadri. NonAltre operi sue di sii- è anche stato poco il tempo , che ne’medesimi tempi ho messo intirare innanzi, da che prima la cominciai, la loggia, e grandissi-ma fabbrica de’ magistrati, che volta sul fiume d’ Arno ; della qua-le non ho mai fatto murare altra cosa più difficile, nè più peri-colosa, per estere fondata in sul fiume, e quasi in aria; ma eranecessaria , oltre ali’ altre cagioni, per appiccarvi, come si è fat-to » il gran corridore» che attraversando il fiume, va dal palazzoeli usili ,e il corri Ducale al palazzo, e giardino de' Pitti; il quale corridore sudorè fatto con mere condotto in cinque mesi con mio ordine, e disegno, ancorché siadtbtl prestezza. opera da pensare , che non potesse condursi in meno di cinque an-ni . Oltre che anche fu mia cura il far rifare, per le medesimenozze, e accrescere nella tribuna maggiore di santo Spirito i nuo-vi ingegni della sesta, che già si faceva in s. Felice in piazza : ilche tutto fu ridotto a quella perfezione, che si poteva maggio-re ; onde non si corrono più di que’ pericoli , che già si faceva-no in detta festa. ’£ stata similmente mia cura 1’opera del palaz-Chîesa de' cavalieri zo , e chiesa de’ cavalieri di santo Stefano in Pisa: e la tribuna,‘tiì'Jfi .* ecH P el ‘ iin ovvero cupola della Madonna dell’Umiltà in Pistoja , che* è opera,J importantissima. Di che tutto , senza scusare la mia imperfezio-
ne, la quale conosco da vantaggio, se cosa ho fatto di buono,rendo infinite grazie a Dio , dal quale spero avere anco tantod’ajuto , che io vedrò, quando'che sia , finita la terribile impre-sa delle dette facciate della sala , con piena sodisfazione de’ mieiSignori, che già per ispazio di tredici anni mi hanno dato oc-casione di grandissime cose con mio onore , e utile operare ; perpoi, come stracco , logoro, e invecchiato riposarmi . E se le cosedette , per la più parte, ho fatto con qualche fretta , e prestezzaper diverse cagioni, questa spero io di fare con mio comodo,poiché il signor Duca si contenta , che io non la corra , ma la fac-cia con agio , dandomi tutti quei riposi , e quelle ricreazioni, cheio medesimo so desiderare. Onde 1 ’ anno passato, essendo straccoper le molte opere sopraddette , mi diede licenza , che io potessi al-cuni mesi andare a spasso . Perché messomi in viaggio cercai pocoGiro per V Italia , t meno , che tutta Italia , rivedendo infiniti amici, e miei Signo-rtvtde gli amtct > « r j, e l’opere di diversi eccellenti artefici, come ho detto di sopra 2l'opere insigni. r âd al-
i Le scale sono oltre ogni ere- 2 Vedi in questo tomoinprin-dere belle , ornate , magnifiche , cipioa c. i. e 2.e comode.