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Tomo terzo.
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ZZ2 ArPARATO PtR LE NOZ’ZE

ciò, che in atto tutto ridente pareva , che pro mettessero ali’ en-rtrante Signora, poiché a loro non era tocco sì nobil fiibietto , d’in-fondere ne’ Fiorentini ingegni tanto valore , che di lei degna-mente cantar potessero i a che con 1’ esempio de' loro scritti , purche si trovi» chi imitar gli sappia» hanno ben aperto larghissimastrada. Vedevan!! a lor vicini, e quasi , che con loro ragionasserotutti, siccome gli altri dal natural ritratti, messer Gino da Pi-stoja » il Montemagno » Guido Cavalcanti » Guittone d’Arezzo»e Dante da Majano » che furono alla medesima età , e secondo queitempi assai leggiadramente poetarono . Eva poi da un'altra partemonti nor Giovanni della Casa , Luigi Alamanni , e LodovicoMartelli con Vincenzio» alquanto da lui lontano» e con loro messerG.ovanni Rucellai » lo Scrittore delle Tragedie » e Girolamo Le-ni vie ni : fra’ quali se in quel tempo stato vivo non suste , si fareb-be dato meritevol luogo al ritratto ancora di messer Benedetto Var-chi » che poco dopo fece a miglior vita passaggio . Da un’ altraparte poi si vedeva Franco Sacchetti » che ferisse le trecento no-velle : e quegli » che benché oggi di poco grido siano , ^pur perchea’ loro tempi non piccolo augumento a i Romanzi diedero » non in-degni di questo luogo giudicati furono, Luigi Pulci cioè » conBernardo» e Luca suoi fratelli, col Ceo » e con 1’Altissimo. J1Pernia aneli’ egli padre , e ottimo padre » e inventore della Tosca-na burlesca poesia, pareva » che col Burchie Ilo » e con Antonio -SurchnlU. Alamanni» e con 1’ Unico Accolti, che in disparte stava, mo-strasse non degli altri punto minore allegrezza ; mentre , che l’Ar-no al modo solito appoggiato sul suo leone , e con due putti, ched’ alloro il coronavano, e Mugnone noto per la Ninfa , che sopragli stava con la Luna in fronte, e coronata di stelle , alludendoalle figliuole d’Atlante , presa per Fiesole, pareva, cheanch’etììmostraslero la medesima letizia , e contento*; il che » e il sopra-scritto concetto dichiararono ottimamente i quattro versi, che co-me gli altri nell’ architrave furono posti » e che dicevano :

ft r u peni. Musarmi hic regnai chorus ; at[ue Helicane ‘virente

PaHhabito , venere tibi , Florentia , vate eEximii , (pianiam celebrare kcec regia digitoNan paniere sua & connubia cannine J'acro -

E a rincontro di questo, da man sinistra posto, non men sorse agFingegni Fiorentini di quello proprio , si vedeva la statua del Di-segno , padre della pittura , scultura , e architettura , il quale , senon nato , siccome ne’ passati scritti 1 si può vedere , possiam dire ,che in Fiorenza al tutto rinato , e come in proprio nido nutrito , ecresciuto sia . Era per questo figurata una statua tutta nuda » con treteste eguali per le tre arti, eh’ egli abbraccia , tenendo indissren-

temen-

Ftetì Toscani

Varchi.

Pitici, Borni.

i Nelle Vite del Vasari.