del Principe don Francesco.temente in mano di ciascuna qualche instrumento ; e nella tela ,che sotto gli stava , si vedeva dipinto un grandissimo cortile , perornamento di cui in diverse guise poste era una gran quantità distatue » e di quadri di pittura antichi, e moderni, i quali da di-versi maestri si vedevano in diversi modi disegnare , e ritrarre ; inin una parte del quale facendosi una anotomia , pareva , che moltistellerò mirando ,e ritraendo similmente , molto intenti. Altri poila fabbrica , e le regole dell’architettura considerando , pareva»che minutamente volessero misurare certe cose » mentre che il di- ^ rchit(Ui ■ t .vino Michelagnolo Bonarroti » principe , e monarca di tutti, con t J c Jit!*i. ' ^ ,ttcr, ‘i tre cerchietti in mano ( sua antica impresa ) accennando ad An-drea del Sarto, a Lionardo da Vinci » al Puntormo , al Rosso , aPerin del Vaga , e a Francesco Salviati, e ad Antonio da Sangal-lo , e al Rustico , che gli erano con gran riverenza intorno , mo-strava con somma letizia la pomposa entrata della nobil Signora.
Faceva quasi il medesimo effetto l’antico Cimabue verso cert’al-tri , e da un un' altra parte posto ; di cui pareva , che Giotto sirideste , avendogli, come ben dille Dante, tolto il campo dellapittura , che tener si credeva , e aveva seco , oltre a’ Gaddi ,
Bussai macco , eBenozzo con molt'altri di quella età . In altraparte poi, e in altra guisa posti, si vedevano tutti giubbilanti ra-gionarsi quelli, che tanto augumento ali’ arte diedero , e a cui tan-to debbono questi novelli maestri : il gran Donatelle cioè, e Fi- pittori antichi te-lippo di Ser Brunellesco , e Lorenzo Ghiberti, e fra Filippo , e celienti .
P eccellente Masaccio, e Desiderio, e '1 Verroccbio, con molt' al-tri dal natural ritratti ; che per essersene ne’passati libri tratta-to » fuggendo il tedio , che a’ lettori, replicando , venir ne po-trebbe , andrò, senza più dirne , trapassandoli, i quali e quel cheivi a fare venuti fossero » come ne gli altri, da quattro soprascrit-ti versi fu dichiarato :
Non pitturasatis , non poffunt marmora , & aera ,
Tufcaque non arcus , tejìari ingenti a fatta , ? er l* pittura.
Atque e a precipue , qtue inox 'ventura trabuntur :
Quis mine PRAXT1TELES ctelet , quispingat APELLES ?
Ora nel basamento di tutte queste sei grandissime , e bellissi-me tele si vedeva dipinto una graziose schiera di fanciulletti, checiascuno nella sua professione alla soprapposta tela accomodata eser-citandosi , pareva , oltre ali’ornamento, che molto accuratamentemostrassero , con quali principi alla perfezione de’ sopradipintiuomini si pervenisse ; siccome giudiziosemente , e con singolarearte furono le medesime tele scompartite ancora , ed ornate da al-tissime , e tonde colonne, e da pilastri, e da diverse troierie ,tutte alle materie, a cui vicine erano , accomodate » ma graziose ,
T.IIL A a a a e vaghe