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Tomo terzo.
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tutte, tratte dalle due sopraddette Vite, se quali non prima d’ adesloho potuto acquistare, che se prima le avesti avute , volentieri le avreispogliate , e ornatone le note poste a’ suoi luoghi.

Non si sa , che l'Abati studiaste da alcun pittore . Solo si sa , che at-tese al disegno presso Antonio Begarelli scultore sovrano di terra cottaModonese , detto anche Bigarino, di cui si è parlato nel tomo rii. ac. 319. nella nota 3. Il Bumaldi a c. 255. lo Scannelli a c. 323. e il Mal-vasia tom. r. a c.158. lo fanno scolare del Primaticcio, ma è totalmen-te falso , poiché questi lo chiamò in Francia, quando Niccolò era per-fezionato nel? arte. —

V. 3. Il Vedriani a c. 64. dice , che Niccolò avea 35. anni, quando 1dipinse questa tavola, che-ora dalla galleria di Modona è passata inquella di Dresda , ed è stata fatta incidere in rame . Questa tavola rap-presenta il martirio di s. Placido , e della sorella , che furono decolla-ti . Potè dunque Niccolò imitare una figura del fioreggio nella decol- -lazione di S. Paolo , ma non nel martirio di s. Pietro , perché fu cro-cifisso. E il Vasari non ha parlato con proprietà dicendo : la decolla -xione di /. Pietro , e di s. "Paolo .

y. 8. Il Vasari mostra qui di non siipere , quali pitture avesse fattoP Abati in Francia, ma solo dice , che erano rarissime . Pure dopo nellaVita del Primaticcio a c. 366. numeralo. ( doveva dire 58. ) pezzi distorie tratte dall’ Odissea d’Omero. Poteva il Vasari esserne stato in-formato , poiché l’Abati andò in Francia nel 15^2. come si ha dal Ve-driani a c.66. cioè 16. anni avanti, che il Vasari stampasse la sua Opera.Le descrisse anche il Filibien tom.2. a c.226. ediz. di Londra del 1705.Delle sue opere pochilsime n’erano state intagliate, benché lo meritas-sero più d’infinite , che ne abbiamo non solo inferiori a quelle deli’Abati , ma positivamente cattive , le quali sono in tanto gran copia ,che ci affogano . Ho detto pochissime , perché la Vita d’Ulisse intaglia-ta da Teodoro Van Tulden , e rimagliata in Augusta da BartolommeoListan nel 1675. è invenzione del Primaticcio, e solamente colori-ta dall’Abati, come si legge nel srontelpizio prefisso a dette stampe ,che formano questo libretto per traverso:!?/ travaux d'^lyse desseignez.parie Sieur de fainB Martin de la sapori , qu' ilsse voyent dans la mai-fon Rgyale de Fontainebleau peintspar le fieurlfiicolas , ip gravez. encuivrepar Tbeodore Van-Tulden avec lefujet is> V explìcatìon moralede cheque figure . Paris cbez Francois Langlois 1630. Così anche al-cune deità della volta della galleria di Fontanablò intagliate da Gior-gio Mantovano. Perciò inesplicabile è 1 ’obbligazione , che le buonearti , e gli amatori di esse hanno a quei nobili spiriti , che hanno con-dotto a fine con tanta eccellenza 1 ’ edizione delle pitture dell’ Istituto ,

E non minore ne avremo a’ medesimi , o ad altri, che a loro imita-zione daranno alla luce le azioni di Sesto Tarquinio, inventate, e colo-rite dal?Abati in un fregio della gran lala del palazzo Torsanini diBologna, situato dirimpetto alla casa de’ PP. dell’ Oratorio , ora poste-duto dalla serenissima Casa d’ Elle ; e altre estratte dall’Ariosto , e di-pinte in una sala contigua ; tanto più che ora lono state demolite , ene son rimasi solamente i disegni fattine ricavare dal celebre , e scien-ziati stimo sign. dottor Jacopo Bartolommeo Beccar! ; e altre prese dalmedesimo poeta , che si ammirano nel palazzo di Scandiano , e quelleche numerò lo Scannelli a c. 323. A 2 F.%.