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Ioannis Baptistae Piranesii ... De Romanorum magnificentia et architectura : = Della magnificenza ed architettura de' Romani / opera di Giovanni Battista Piranesi ...
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DELLA MAGNIFICENZA DE* ROMANI. xk

XII Veramente la nazione Toscana e per lantichità, e per le ricchezze aveva avuto tempoe comodo di portare ogni genere di arti allultima perfezione. In quanto ali antichità, Diomgs >,

j ' - narfri sleali antichi autori che avevano scritto fino a suoi tempi

dopo aver riportati 1 divedi pareri degli anticni autori out

dell origine di questa nazione, li attiene a coloro che la fanno naturale d Italia, dicendo. Cer-tamente ella è antichissima, e manifejlamentesiravvtsa.chenonha cosa veruna di comu-ne colle altre nazioni pc costumi, ne per la lingua c . In o tre 1fSV §§ ,. . tant -

Ionie, quantunque foste di prima Etrusco, e lo steste» della loscana, si distinte pdialetti, prima della edificazion di Roma, quanterano le steste colonie : il che no p -cedere, che dopo il laslo di più sècoli. In quanto poi aste ricchezze, e al credito, e ali o _ -che ne vengono in conseguenza, fu la Toscana così rispettabile, che a a venuta ^nea inItalia, conWnarra Tito Livio ^, aveva già riempiuto della fama del suo nome non solo i paeshma anche il mare , per quanto è lunga F Italia dalle alpi al golfi Sicilia . ,

XIII. Da tali fonti per tanto ne vennero in Roma le altre arti, e con elle la maniera retta di

fabbricare ; giacché è colà solita, che gli uomini, subito che hanno tempo, cercano d imitareciò che vedono meglio approdo gli altri, e di riuscirvi. Laonde ( per parlare primieramen edelle fabbriche ) vedendo i Romani gli edifizj rispettabili degli Etrusci, e venendo frequente-mente a Roma quei che potevano ammaestrarli inquestarte, non poterono fare a meno didilettarsi di quel che avevano veduto, e di volere in Roma tal sòrta di fabbriche, spezialmentedopo di esibirsi ingranditi 9 ed avere acquistata maggior riputazione di quella de loro vicini.Quindi avvenne, che F anno di Roma cclx. fu istituito il magistrato degli 11 1 1 ^

ro principalmente la cura della conservazione degli edifizj pubblici. Ognun c e ìa etto a . oria Romana, sa, quanto presto cominciarono questi a crescer di numero fino dal bel principio,e particolarmente i templi degli Dei, che i Romani o mosti dalla propria superstizione, o pervoto fattone in qualche pericolo de* più gravi, furono sòliti d innalzare ; i qua ì e o ero a itugurj, o vili capanne, credo al certo, cheglino avrebbono fatto di meno di creare un magi ra-to di soggetti de 3 più illustri, per farlo presèdere a tal sòrta di opere. Voglio poi ammettere,cla maggior parte de privati di Roma non avessero in quei primi tempi abitazioni^magni »

essendo poveri pel proposito che avevan fatto di arricchire più tosto la Repubblica ^ c estesti : ma per altro, quando si trattò di erigere, o di risarcire delle opere pubbliche, e de templi,credettero di non dover guardare a spesa, e non lasciarono correr cose, che potessero criticar 1di poco convenevoli al popolo Romano e alFonor degli Dei. Avevano la maniera di spendereo delFerario, o de 3 bottini che facevano nelle guerre. Orazio lo attesta, rammentando la ru-galità de' privati co : Avevano poclf entrate , come privati ; per altro erano ricchi in comune .Non v'era alcun di loro , che avesse portici da esiate vasti , e da misurarsi colladecempeaa .leggi comandavano di non dispregiare verun cespuglio che a caso s*incontrai)e ; e diùrna pubbliche spese le città , ed i templi degli Dei con nuove pietre . Nel che e nole ultime parole dei Poeta Fattenzione deRomani, o piuttosto la loro r g * P ri -aver voluto che i templi, allorché minacciavano rovina per la vecchiezza , , ,,

consumati dagF incendi, si rifacessero di vecchio, cioè delle pietre cadute, o to e Preti che si demolivano , ma di pietre del tutto nuove . Che poi que ì pu i ^

fossero magnifici ed eleganti, ne fu causa, oltre la religione, anche l a Jj?b lzl ?ne>J^dio,che chiunque di loro intraprendeva qualche opera pubblica, cercava ì ar avi psa e pregevole delle altre : come fu fatto eziandio nel Campo Marzio, ove ì a nelFab-

biliore, Fulvio Fiacco, Cecilio Metello, e quei che vennero dopo di loro, fecero abeDirlo cogli edifizj. E quantunque ciò accadesiè dopo che i Romani si eranodimeno. offèndo /'emulazione naturale agli uomini, spezialmente grandi, eonore, eom' erano i Romani, si dee credere, che quel che fu fatto di poi, si folle tatto ancneper F innanzi. «

XIV. Plinio altresì, parlando de' pittori Romani ( acciò tal uno non sicreda c e nonicono-scessero la pittura ), dice & ; Fu onorata di buon'or a quessarte anc heprejjo i Romani . Da ejjadesunse il cognome di Vittori la nobilissimastirpe'Fabj ; avendo il primo di tal cognome .Fanno col. di Roma, dipinto il tempio della Salute-, la qual pittura frammenta anche a di

r e 2 nostri ,

(i) Nei lib. I. (2) Al principio della stor. Rom. (z) Nel lib. r. od. rr.

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(4) Nel lib. 35. al cap. 4.