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Compendio d'astronomia / J. de Lalande
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uea intendersi che della cognizione degli -Astri , per cui ? erano refi celebrigli Egizi-'

La Sapienza grida con ragione contro di quelli , che per la loro am-mirazione fecero degli Astri tante Deità p ma ben lungi però dal condan-narne lo studio , lo consiglia piuttosto per gloria del Creatore : Qui horumpulchritudine delectati Deos putaverunt, sciant quanto hisCreator eorumspeciosior elì; a magnitudine enim speciei & creatura: cognoscibiliterpoterat Creator horum videri ( Sap. c. 13 ). finche Davidde trova ne-gli Astri motivo , onde innalzarsi alla contemplazione di Dio : Cceli e-

narrant gloriam Dei - Videbo ccelos tuos opera digitorum tuorum,

Lunam & Stellas , quae tu fundasti . Veggiamo dal Derham intitolarsiTWologie astronomique un Opera , in cui dallo stesso fi presentano intutta la loro forza il singolare e il grande delle scoperte fattesi in -Astro-nomia , come altrettante prove dell esistenza di Dio . Leggasi nels ottavoLibro della Fisca ds Aristotele il pensare di lui stesso fu questo punto.

Chi fi diletta di leggere la Storia antica , i Fisici e Poeti Greci e Ro-mani , abbisogna specialmente dell -Astronomia p in ogni pagina degli an-tichi se ne trova vestigio , 0 per contrassegnare il tempo dei lavori edelle semine , 0 per le Feste e riti religiofi . I Poeti che illustrarono laGrecia e l Italia , e s opere dei quali sono oggidì sicure dell immortalità ,erano tutti portati per V -Astronomia p e alcuni s adoperano spesso , chesenza di questa scienza non fi potrebbero certamente intendere . I Commen-tatori non hanno molto illustrata questa parte , ed io fui nels occasione dinotare , che vi restava molto su questo punto p come fi può vedere dallediverse note , che ho io somministrate als -Ab. de s lsle per la di lui tra-duzione delle Georgiche , al Sig. de la Bonnetterie per la di lui edizionedegli -Autori de Re Rustica , e al Sig. Poinfinet per la nuova di luìtraduzione di Plinto . Fra i Greci che parlarono cs -Astronomia fi possonoannoverare Omero , Esiodo , -Arato p fra i Latini Lucrezio , Orazio , Virgi-lio , Ovidio , Manilio , Lucano , Claudiano p fi trovano essi pieni d* am-mirazione per s -Astronomia in molti luoghi delle loro opere . Ecco Ovidio

-- juvat ire per alta

Astra, juvat terris & inerti fede relicta,

Nube vesti, validique humeris insidere Atlantis. Met. XV. 146.

Orazio racconta gli oggetti di curiosità e di ricerche , delle quali invidia-'va lo studio in un suo amico .-

Quae mare compescant cause, quid temperet annum,

Stellae sponte sua, julse ne vagentur & errent,

Qpid premat obscurum Luna;, quid proserai orbem.

L. I. ep. 12.. ad Iccium..c Vir-