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Compendio d'astronomia / J. de Lalande
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a Compendio d' Astronomìa . Lib. I.

egualmente osservabili . Poiché esaminando il moto generale degli astriper una o più notti , si osserva ben tosto che ciascuna stella descrive uncerchio particolare nello spazio di 24. ore in circa : le stelle che sono piùa tramontana descrivono dei cerchi più piccoli che le altre ; e si vede chetutti questi cerchi percorsi da differenti stelle diminuendosi sempre più ,vanno in fine a perdersi e confondersi in un punto elevato della roton-di del cielo , che noi chiamiamo il Polo del mondo j quello che noi ve-diamo, è il Polo boreale , artico, o settentrionale.

4. Onde per formarsi un idea dell Astronomia bisogna cominciare aconoscere il Polo del mondo , vale a dire , il luogo , verso il quale sitrova situato nel cielo stellato . Si osserva in cielo una stella che v èassai vicina, e che si chiama la Stella Polare . Questa stella essendo assaivicina a questo polo fisso , intorno il quale le altre stelle girano ognigiorno , pare sensibilmente nel! istesso luogo in qualunque ora e stagionedellantro si guardi.- Ma è ella la sola che godessi questa condizione ; tuttele altre stelle descrivono dei centri intorno la stella polare , o più tostointorno il polo , che è come il centro del moto , o il zocco della ruota.Faremo vedere nel corso di questa opera ( art. 400. ) che questi moti ,che fono mere apparenze , provengono dal moto della terra > ma perora noi dobbiamo , come gli antichi astronomi , limitarci ad osservare ifenomeni senza salire alla cagione loro ; il nostro progresso sarà più natu-rale e più facile.

5. La stella polare potrebbe riconoscersi senza altra indicazione : unosservatore solo e isolato che non avesse mai contemplato il cielo , e cheavesse solamente la pazienza di esaminare per una parte della notte ledifferenti stelle, osservando la loro altezza , e la loro posizione rispetto adei campanili, a dei monti, o altri oggetti rimarcabili , presto si accorge-rebbe che vè una bella stella , che conserva a presso poco una medesi-ma situazione ->tutta la notte , e con ciò riconoscerebbe quella che si èdovuto chiamare stella polare . Se questa marca non bastasse, potrebbelosservatore applicarsi a que ss altro metodo.

6. Si conosce da per tutto quella costellazione , composta di 7. stelle ,rappresentata nella Figura prima ( Fig. r. ) che la gente di campagnachiama il Carro , perché tiene infatti qualche apparenza di carro . Dagli astronomi viene chiamata 1 Orsa maggiore . Se si tira una linea perle due stelle che sono più rirnote dalla coda , marcate « , e fi , questalinea prolungata dalla parte della stella a , passerà molto vicina alla stel-la polare , che si trova in circa tanto lontana dalla stella a , quanto que-sta Io è dalla stella « aliestremità della coda . La stella polare in certi'tempi farà più alta dellOrsa J in altri più bassa . Nel primo caso la li-nea , che deve andar a incontrar la stella polare , dovrà prolungarsi aldi sopra della grande Orsa , e ciò accade quando al principio di Novem-bre la si riguarda due ore avanti mezza notte ; ali opposto al principiodi Maggio nell ora medesima, si vede 1Orsa al colmo del cielo ; ed al-lora bisognerebbe prolungare in giù la medesima linea delle due stelle pre-cedenti del quadrato dell Orsa per incontrare la stella polare. Altre vol-te