Prìncipi Generali. q
orizzonte ; poiché è convenuto tra gli Astronomi di tutti i tempi, di divi-dere il cerchio in z 60° , necesiàriamente si conterà 90° da Z sino ad R;poiché Z R è il quarto del cerchio, o della circonferenza intiera ; così unaileila che apparisce in Z avrebbe 90° di altezza ; una che fosse in A , a•distanza uguale dal!’orizzonte R e dal Zenit Z , ne avrebbe 4;° , e cosìd’altre.
24. L’ osservatore O che volesse misurar queste altezze non ha che aformarsi un quarto di cerchio B D , di cartone, di legno , o di metallo,dividerlo in 90 parti , porre uno de’ lati BO verticalmente col mezzo diun piombino, e in questo stato osservare, cioè mettendo T occhio nel cen-tro O, sopra qual punto C risponde 1 ' Astro A ; il numero dei gradi com-presi tra De C, nel lembo dell’ islromento , sarà lo stesiò che quello de’gradi A R della sfera celeste , che marcano i altezza, deli astro A sopra 1 ’orizzonte . Di fatto se 1’ arco D L è I’ ottava parte di un’intiera circonfe-renza, o la metà di BD nel piccolo islromento , 1 ’ arco celeste AR pari-menti sarà la metà di Z R ; e sarà f uno e I’ altro di 45°. I gradi nonsono altro che parti aliquote o porzioni di tutta la circonferenza ; ve ss ha90 nel quarto di un piccolissimo cerchio , come nel quarto di un grandis-simo , come vi sono due metà , o quattro quarti in qualunque oggetto ,grande o piccolo . Su di questo principio è fondata la misura degli ango-li,, di cui faremo continuamente uso , poiché tutte le nostre misure nelCielo consisteranno in gradi o in parti di cerchio.
a S- Gli Astronomi dispongono più comodamente il Quadrante che ado-prano a misurare le altezze : pongono uno dei lati B O ( Fig. 5. ) inmodo che sia diretto verso la stella A , di cui vogliono misurare l’altez-za . Al centro O di questo islromento è sospeso liberamente un piombinoOED; ali’ora l’arco.EG del Quadrante compreso tra il filo a piomboed il raggio OG, avrà tanti gradi che l'arco AR , altezza dell’astro Asopra dell’ orizzonte OR. poiché la linea verticale ZOED col raggiodella stella BOA fa un angolo , la di cui misura è 1 ’ arco AZ da unaparte, e dall' altra l’arco B E pari di gradi ; questa è quella che chiamia-mo distanza dal Zenit . Ora l’arco Z A è il complemento dell’ arco A R,come BE è il complemento dell’arco EG; perciò l'arco AR è simile ali’arco GE ; dunque GE esprime 1’ altezza dell’ astro tanto quanto 1 ’ arcoA R. Tale è la maniera , con cui procedono gli Astronomi in questa os-servazione fondamentale , che continuamente si pratica . Per osservare 1 ’altezza di un astro sopra I' orizzonte basta dirigere uno de’ lati B O delQuadrante B E G verso 1 ’ astro supposto in A, e vedere quanti gradi ilfilo a piombo ZOED sospeso liberamente al centro O dell’islromento in-tercetta contando dall’ altro raggio OG, che vuol dire di quanti gradi è1 ’ arco G E . Sopra questo è fondato 1’ uso del Quadrante astronomico , dicui faremo una chiara descrizione parlando dei fondamenti dell' Astrono-m ’ a ( ), ma di cui era necessario dare un’idea da principio.
a6. La misura degli angoli fatta per mezzo d’un Quadrante, odi qua-lunque altra porzione di circonferenza , è la base di tutta l’Astronomia.Di latto un Astronomo vuol conoscere i moti , e le rivoluzioni de’corpi
cele-