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Compendio d'astronomia / J. de Lalande
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o Compendio d' Astronomìa . Lib. I.

celesti , e disegnare ad ogni tempo il sito apparente di tutti gli astri glitini rapporto agli altri : basta perciò sapere , che da un punto dato delcielo un astro è avanzato più d un altro , un certo numero di gradi , ouna qualunque porzione di circonferenza : non v è qui bisogno di conosce-re questi moti apparenti in leghe , in pertiche , o altre misure assolute,dopo vi arriveremo anche ( 585 ) ma nel principio gli antichi Astro-nomi , e noi stesti nel presente libro non trattiamo che de moti relativied apparenti, che si esprimono in gradi, minuti , e secondi , o in partidi cerchio , e che bastano per rappresentare in ogni tempo Io stato delcielo, quale apparisce ai nostri occhi.

Si osserva per esempio , che un astro è lontano da un altro per lameta del cielo, vale a dire 180 0 , talmente che gli è diametralmente op-posto ' questa è la più grande di tutte le distanze apparenti : se si trovaun terzo astro a mezzo s intervallo , e che apparisce tra gli altri due ,noi diremo eh' ei dista 90?, o sia un quarto di cerchio , da ciascuno diessi: noi misuriamo egualmente 30° , ij° , j° di distanza apparente trad altri astri ; e tutte queste misure si ottengono presentando agli oggettiche si osservano, un arco di cerchio come BD ( Fig. 4. ) di cui il cen-tro sia nell'occhio O, e la parte C D sia simile alla parte AR della circonfe-renza celeste, che vogliamo misurare ; così per esempio quando diremo chela Luna ha un mezzo grado, o 30 minuti di diametro, questo vorrà di-re , che ella occupa la metà della trecentesima sessagesima parte di unacirconferenza , di cui il nostro occhio è il centro ; o ciò , che rinvieneallo stesso, che se fosse ripetuta 710 volte intorno di noi , o che vi fos-sero 710 lune in serie una dopo 1' altra , ciò farebbe tutto il giro delcielo.

27. Mentre la sfera intiera gira sopra i due Poli P ed ss ( Fig. 6 . )i punti situati nellEquatore EQ descrivono un cerchio che è della gran-dezza medesima della sfera , vale a dire uno dei cerchi massimi , il cuicentro è il centro stesso della sfera . Ma i punti che fono più vicini aiPoli, come il punto A, descrivono cerchi minori ; tale è il cerchio A Bil cui centro è nel punto D dell asse P ss, e che nella figura sembra unovale, perché supponiamo vederlo in prospettiva, e da parte. Sono que-sti i cerchi minori che si chiamano paralelli dell 1 Equatore o semplicemen-te Paralelli . Ogni punto del cielo posto fuori dell' Equatore descrive unparalello , che scema di grandezza a misura che il punto è più lontanodall Equatore ( 4 )

Tutti questi Paralelli AB , sono tagliati in due parti uguali dal cer-chio H B P A O ; poiché il loro centro D ed il loro polo P trovandosinel piano del meridiano , questo piano li traversa per il centro , e perconseguenza li taglia in due parti eguali; ( 19 ) così 1astro , che situa-to da principio nel punto A del meridiano, descrive col suo moto diurnoil paralello A B starà tanto tempo a dritta , che a sinistra del meridiano,passerà due volte per il meridiano in distanza di 12 ore , il meridianodividendo la durata della rivoluzion diurna in due parti eguali.

28. Se il Paralello AB che descrive la stella, si trova tutto sopra 1

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