Delle Ascensioni rette, ec. 2.5
di tutte le altre . E' vero , ciré si suppone qui cognito in cielo il puntoequinoziale , e 1’ ascensione retta della prima stella ; si vedrà poi la ma-niera di trovarla esattamente ( 31 6 ).
91. Quando si vedono molte stelle passar insième per il meridiano ,benché abbiano tutte la medesima ascensione retta, sono le une più elevatedell’altre, una apparisce in A , l’altra in B : questa distanza delle stelle•dati’ equatore si chiama declinazione : B M è la declinazione della stellaB , A M la declinazione della stella A . Se si osserva la stella A passareper il meridiano a. 51 0 di altezza ( 23 ) , e se si conosce l’altezza dell’equatore per esempio di 41° ( 33 ), si concluderà naturalmente che lastella è più alta dell’ equatore di ic>° , o sia che ella ha io 0 di declina-zione. Quando la stella è al di sopra dell’equatore , o dalla parte di tra-montana , si dice che la sua declinazione è boreale , o settentrionale ; maquando è di là, più bassa dell’equatore , » dalla parte di mezzodì, si di-ce che la sua declinazione è australe , o meridionale .
92. Per la stessa ragione chiamatisi cerchiai declinazione tutti i cerchi,
che pastando per li due poli del mondo , sono perpendicolari ali’ equato-re . Questi cerchi sono meridiani , quando si considerano sulla superficiedella terra; cerchi orarj, quando non si riguarda che la loro distanza dalmeridiano , perché indicano l’ora che è . Questi nomi di cerchi di decli-nazione , di meridiani , o di cerchi orarj , si prendono sovente uno per1’ altro ; ma il senso proprio di queste tre denominazioni è relativo a tredifferenti usi-; la prima si rapporta ali’ equatore ; la 'seconda alle longitù-dini geografiche e terrestri ; la terza alla distanza degli astri rispetto al
■meridiano d’ un osservatore , come si spiegherà parlando del tempo vero( 201 ).
93. II moto diurno di tutti gli astri ci ha somministrato un metodo
-semplice e naturale di riferirli ali’ equatóre , di marcare le loro situazionilungo questo cerchio celeste , cioè le loro ascensioni rette , e le loro di-stanze da questo cerchio, o sia le loro declinazioni. Se si volesse preferir
1’ ecclittica ( 64 ) , riferendo ogni stella al punto dell’ ecclitdca , a cuicorrisponde perpendicolarmente , come anche è praticato da gran tempodagli astronomi , si chiameranno longitudini le distanze cosi misurate lun-go l’ecclittica , cominciando sempre dati’ istesso punto equinoziale , comefi è fatto per il sole ( 76 ). '
94- Sia YQ. ( Fig- 18. ) l’equatore, yC l’ecclittica inclinata all’equa-
tore di 23 0 i , S una stella che corrisponde perpendicolarmente al punto
M dell’ equatore. Se si tira parimenti un arco di cerchio S E B perpendi-colare ali’ ecclittica , il punto B marcherà il punto dell’ecclittica , a cui siriferisce la stella S, e l’arco dell’ ecclittica JYB farà la longitudine dellastella . Perciò la longitudine d’ un astro è I’ arco , o la distanza tra 1’equinozio, e il punto dell’ecclittica, al quale quèst’astro corrisponde per-pendicolarmente .
9 J- Di molte stelle , che possono corrispondere al medesimo punto dell’ecclittica , le une possono estèrne più vicine , che le altre , avere dîffe-
D renti