Moti de'Pianiti ‘veduti dalla terra. 113
no passa anche esso per il sole , ma inclinato fall’ ecclittica , che taglianella sezion comune ADN : bisogna concepire , che la parte A OD èrilevata sopra il piano della nostra figura , e che la parte DMA è im-mersa sotto la carta . 11 pianeta nel punto A della sua orbita è nel pia-no istesso dell’ecclittica nella linea ADN comune ai due piani . Quan-do il pianeta parte dal punto Aj s’innalza sopra la figura supposta qui ilpiano dell’ecclittica , e alzandosi di più in più arriva al punto O dellasua orbita,- il più rimotó dalfecclittica.
437 - Questo punto il più rimoto se sia dalla Iparte boreale chiamasiil limite boreale , passato il quale il pianeta discende in D , e di nuovotraversa il piano dell’ecclittica , sotto la quale immergendosi descriverà laparte inferiore DMA, ed il punto M sarà il limite australe ; il punto Àil nodo ascendente, il putito D il nodo discendente ; la distanza del pia-neta P dai suo nodo ascendente , o I’ arco A P della sua orbita , o piùtosto l’angolo nel sole ASP, farà V argomento di latitudine.
438. La parte A OD dell’orbita , essendo concepita elevata sopra ilpiano della figura, s’immaginerà una perpendicolare P L tirata dal pun-to P, in cui sia il pianeta , sino al piano della figura o dell’ ecclittica;1 *angolo PSL , sotto il quale apparisce questa perpendicolare veduta dalsole è la latitudine eliocentrica ; l’angolo P1L sotto il quale appariscequesta istessa linea veduta dalla terra T ( si suppone qui un pianeta in-feriore , venere o mercurio ) è la latitudine geocentrica ; la linea S P èla vela distanza del pianeta dal fole , o il suo raggio "vettore ( 482 );la linea SL è quella che si chiama distanza accorciata (distantia cartata ),cioè la distanza ridotta ali’ ecclittica ; così PT è la vera distanza del pia-neta dalla terra, L T la distanza accorciata . La linea P L estendo per-pendicolare a tutte le linee di questo piano , come T L , SL ec. perciò1’ angolo P L T farà retto ; basta rappresentarsi la linea P L verticale oa piombo sulla figura, si capirà , che i triangoli PLS , PLT fono ret-tangoli nel punto L.
439. Come l’arco AP o l’angolo ASP argomento di latitudine , èla distanza del pianeta dal nodo contata sul!’ orbita , così l’angolò ASLè la distanza del pianeta dal nodo ridotta nel piano dell’ ecclittica . Que-sta distanza presa dal nodo più vicino è minore della distanza misura-ta su 1 l’orbita ( 431 ), o minore dell' angolo ASP , perche la perpendi-colare P L ha la sua estremità L più vicina alla linea dei nodi ASN,che la cima P ; la differenza è la riduzione ali ’ ecclittica.
440. S’è dimostrato, che i pianeti girano intorno il fole ( 411 ) ; nellibro seguente vedremo il metodo di trovare le dimensioni delle loro or-bite per via d’osservazioni rapportate al sole . Ma come noi gli osservia-mo dalla terra , bisogna qui esaminare ciò che risulta da questa trasposi-zione , e quel che noi dobbiamo fare per riferire al sole le osservazionifatte sulla terra . Abbiamo già spiegato ciò che sia longitudine geocentri-ca, ed eliocentrica ( 427 ).
v 44 1 * La par ali asti annua, olà parallastt del grand'orbe, prostaphdtrests or bis ,e la differenza di queste due longitudini , ed è il primo fenomeno , che
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