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Compendio d'astronomia / J. de Lalande
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i é14 Compendio d' Jlflyononna . Lìb. V.

nilunio e per poterne calcolare tutte le circostanze , bisogna conoscere store e il minuto della congiunzione o della opposizione , cioè quel punto,in cui il sito della luna calcolato colle tavole, si trova lo stesilo con quel-lo del sole nella ecclittica : in oltre bisogna calcolare la latitudine cheavrà la luna al punto della congiunzione ; il di lei moto orario in longi-tudine e in latitudine , la parallasse e i diametri del sole e della luna ;il che costituisce il principale fondamento del calcolo delle eccliffi solari elunari.

605. Noti i moti orarj della luna in longitudine e in latitudine , de-vesi cercare l’inclinazione della orbita vera della luna colla ecclittica , in-di quella dell’ orbita relativa : il che è necessario per 1’ ecclifìi della luna ,e del sole ancora , quando cerchinsi le fasi per diversi luoghi terrestri ; equindi è eh’ io pongo questo articolo fra i fondamenti universali del cal-colo dell’ eccliffi.

Quando si calcola una congiunzione di due pianeti, o d’ un pianeta ed’ una stella, una eccliffi, o un appulso, non fa d’ uopo conoscere se nonquanto in un dato tempo uno de’due astri s’ avvicini ali’ altro , che di-cesti moto relativo . Per esempio trattandosi d’una ecclisse del sole , si cer-ta con quale velocità e con quale direzione la luna s’accosti al fole; peril che basta cercare quanto in un’ ora la longitudine d’ un pianeta e lalatitudine sia maggiore di quella dell’ altro ; nascendo una congiunzioneo una eccliffi, in forza dell’eccesso d’uno di tali moti sopra l’altro, e nongià in forza del moto reale totale e assoluto di ciascun dei due pianeti.

606. Si può dunque trascurare il moto d’uno de’ due pianeti, facendomuovere 1’ altro colla differenza dei due moti , facendogli cioè cangiarelongitudine e latitudine rapporto ali’ altro di tal quantità , quale ricercala combinazione dei due moti presi insieme . E con questo mezzo si avràla congiunzione apparente di due astri , come se si fossero considerati in-sieme i moti d’ ambedue .

607. Così per calcolare la congiunzione di due pianeti , non si badache al moto relativo , e uno dei due pianeti si suppone immobile ; conche senza cangiare punto la sostanza della cosa si rende molto più sem-plice il calcolo; se un pianeta percorre verso storiente in un’ ora ;6 mi-nuti e un altro soli a , la distanza dell’ uno dall’ altro sarà di 34 minuti,la quale distanza resta la stesila dentro d’un’ora, come se , restandone unoimmobile, st altro cammini ogni ora 34 minuti. Questa distanza apparen-te si rappresenta con una linea retta , base d’ un triangolo rettangolo , >di cui due lati sono le differenze di longitudine e latitudine ; così que-sta distanza sarà sempre la stessa poste le medesime differenze di longitu-dine e latitudine , sia che si considerino ambedue i moti o un solo.

608. Descritto dunque un triangolo MNO {fig- 71 ), i di cui latiMN , NO sieno eguali alla differenza dei moti orarj in longitudine ein latitudine, st angolo O M N sarà 1’ inclinazione dell’ orbita relativa , ela base O M sarà il moto orario per la siesta : e supposto il sole fisso mM, la luna avrà percorso MO : e così si vede che la differenza fra lalongitudine e latitudine di due pianeti farà la stessa, come se ambedue si

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