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Compendio d'astronomia / J. de Lalande
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Dille ecclìjst del sole. i8;

paralello è uguale a TH . cosen. HTN ( 671 ) ; ma TH è il senodella latitudine di Parigi , HTN z: PI DE declinazione del sole )dunque TN è uguale al seno della latitudine del luogo moltiplicato nelcoseno della declinazione del sole a un’ ora data , intendendosi preso perraggio il raggio flesso della proiezione.

679. Il punto D della terra ha il sole nel zenit , e un altro qualun-que E Io ha lontano quanto è 1 ’ arco D E : presa dunque nella proiezio-ne una linea T A, e convertita in arco per avere DE , si avrà in senila distanza del sole dal zenit , o sia il coseno della di lui altezza per unluogo qualunque della terra, la di cui proiezione sia nel punto A cioèla linea T A , seno dell’ arco D E, sarà la proiezione della detta distanzadel sole dal zenit.

680. Quindi ne segue, che la linea TA esprime la parallasse d’altez-za per un luogo che ha la proiezione in A ; poiché T L parallasse oriz-zontale ( 646 ), è anche il seno tutto j dunque T A , che è il cosenodell’ altezza, sarà parimenti la parallasse d’ altezza, la quale è sempre -zzp. cosen. b ( 781 ) j dunque in genere la distanza d' un luogo terrestredal (entro della proiezione è uguale alla parallasse d' altezza , preso per laparallasse orizzontale il raggio della proiezione .

68r. La proiezione del paralejlo di Parigi , o del cerchio che ha ilcentro H , e il diametro FG , disegnata sul piano I T L , è una ellissi( 67; ) ; e appunto questa ellissi bisognerà descrivere sul piano , per tro-varsi le fasi dell’ecclissi; ma prima bisogna osservare, che si può trasferirenella regione della luna il piano di proiezione I T L , dove 1 ’ ellisse saràaffatto la siesta come sul piano che pasta per il centro della terra ; per-ché realmente ella è determinata da linee paraleile alla linea dei centriTDS, che s’estendono fino alla luna, dove formano una proiezione del-la terra eguale alla terra stessa (642), per essere LA rr TE (stg.75)-

682. Benché per piano di proiezione si possa scegliere quello.i che’passa per il sole, Oj per la terra ( Mem. dell' Mad. *744 p. 191 ) ; non-nostante io .scelgo, quello che si concepisce nella regione lunare , parendo-mi questo il più comodo , perché il moto e il diametro della luna vi so-no quali realmente li veggiamo dalla terra , e il raggio stesso della terravi comparisce d’ qna grandezza nota e data dalle tavole , che è la pa-rallasse orizzontale, della luna . Addottando il piano ché passarebbe per ilcentro della terra, comedo proponevano Keplero e Boulliaud , siamo ob-bligati di supporre l'occhio dell’ osservatore posto nella luna , il che puòrendere questa materia più difficile ai principianti.

68;. Scelta la regione lunare per piantarvi la nostra proiezione , cer-chiamo adesso, come vi si debbano riferire i paraseli! terrestri.. La proie-zione della terra tutta sarà un cerchio paralello ed uguale al cerchio d’illuminazione , come 1’ abbiamo detto ; ma la proiezione del paralello diParigi non può essere se non in forma ellittica ( 67; ) , per non essereil medesimo paralello al piano della proiezione . Ora bisogna descriverequesta ellissi, che sul piano nella regione lunare è la stessa come sul pia-no, che passarebbe per il centro della terra; perché queste, due ellissi so->r