Ineguaglianze dei satelliti. 23r
farci vedere giove, e i satelliti; e giacché la di lui velocita non può es-sere infinita, spende qualche tempo per arrivare da T in R ; cosi quan-do la terra è in T, e giove in opposizione, la di lui luce ci giunge piùpresto, che quando la terra è in R , e giove vicino alla congiunzione ;e infatti si osserva che secchisi dei satelliti nascono un quarto d’ora cir-ca più tardi posta la terra in R , che posta in T .
839. Leggiamo nella Storia dell’ Academ. che il Cassini li 22 Agosto1675 pubblicò un piccolo scritto, in cui pronunziava le configurazioni de’satelliti, e in cui parlava sulla successiva propagazione della luce , su dicui Remerò leste la sua dissertazione ali’ Accademia li 22 Novembre ^se-guente , ed ecco le parole del Cassini.
Il Sig. Isomero spiegò molto ingegnosamente una di queste ineguaglianze dalui per molti anni osservate nel primo satellite , per mezzo della successivapropagazione della luce , che impiega maggior tempo ad arrivare da giove interra quando è più lontano , che quando è più vicino ; ma non esaminò sequesto istesso si otterrebbe negli altri satelliti : mi e spesso accaduto , che aven-do piantate s epoche dei satelliti nelle opposizioni del sole , nelle quali le in-eguaglianze finodiche doveano cessare , e avendole paragonate fra loro peravere il moto medio , quando calcolavo sopra quest' epoche e sopra questo mo-to medio s ecclissi successe in vicinanza dell' una e s altra quadratura di gio-ve col sole , il moto medio calcolato al tempo di queste quadrature , l'ho tro-vato diverso d' un grado intero e un po più dal moto vero trovato imme-diatamente colle osservazioni ; in guisa che nei satelliti nelle quadrature vera un grado incirca d'equazione da sottraersi , rispetto al moto stabilito nel-le opposizioni ; dal che si poteva concludere che tale equazione sarebbe doppianelle congiunzioni.
840. Questa ineguaglianza era specialmente sensibile nel primo satelli-te,- ma colla scoperta dell’aberrazione ( 782 ) avendosi dimostrata invin-cibilmente la successiva propagazione della luce , s’ è visto chiaramente ,che questa equazione dovea essere comune ai 4 satelliti . Il Sig. Maral-di nel 1741 osservò, che le Tavole del terzo satellite š erano molto av-vicinate coll’ osservazione per mezzo di questa equazione , e il Sig. Wav-gentin nel 1746 si è assicurato di tale equazione della luce col paragonedi molte osservazioni.
841. La velocità della luce, con cui ci arriva dal sole è tale , che laterra nello steste tempo percorre nella sua orbita un arco di 20' ( 787) ;
ma Io percorre in 8' 7" ~ di tempo incirca, dunque la luce per giunge-re dal sole in terra spende 8' di tempo . Posta la terra in R , e giovein A in congiunzione col sole , la luce impiegherà 16' 15" di più pergiungere fino a noi , che quando la terra è in T e giove in A oppostoal sole. E così 1 ’ ecclissi dei satelliti succederanno 16' ij" più tardi nellecongiunzioni, che nelle opposizioni, e a proporzione negli altri siti ; que-sto si è l’oggetto dell’ equazione principale della luca.
842. Abbiamo finora supposto giove nelle sue medie distanze. ; r ma allevolte per causa della eccentricità della sua orbita , fi trova più o meno
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