Buch 
Compendio d'astronomia / J. de Lalande
Entstehung
Seite
306
JPEG-Download
 

zo6 Compendio <T ^Afìronomta. Lib. XII.

volta ali' orizzonte. Sotto il polo non vi si eccita alcuna marea diurna ,perché la luna si mantiene sensibilmente per tutto il giorno nella siestadisianza dal zenit, e la sferoide acquosa gira senza innalzarsi più in un’ora che in un’ altra. Negli altri casi vi accadono due maree, una dellequali corrisponde in circa al pastaggio della luna per il meridiano supe-riore, 1’ altra allo sleslò per 1’ inferiore; ma sono tra loro asta! dise-gnali.

1088. Se 1 ’ astro poi non si trova ne!I’ equatore, la marea in un pae-se sotto 1’ equatore sarà come il quadrato de! coseno della declinazione ,perché questa siesta declinazione sarà eguale alla distanza dell’ astro dalzenit, o alla disianza del punto dato dal vertice dell’ ellipsoide . Se ildato luogo non è sotto 1’ equatore , la marea superiore sarà maggiore ,giusta la teoria, quando V astro pallerà più in vicinanza del zenit, cioèquando la declinazione dell’ astro sarà dello stesso nome col polo elevato ;ma la marea inferiore sarà minore di quando 1’ astro si trovava nell’ e-quatore, perché il punto opposto ali’ astro sarà più dell equatore lontanodal zenit , quando 1’ astro si troverà nella parte di sotto del meri-diano.

1089. Osservasi nonnostante che le maree in Europa sono maggiorigeneralmente dopo gli equinozi che verso il solstizio d’ estate ; il cheprobabilmente nasce da alcune circostanze particolari. i° I venti del sude dell’ ouest sono allora più frequenti e più forti . a° La marea del sol-stizio è più rinchiusa fra i continenti dell’ Affrica ed America, e più rin-serrata di quella degli equinozi; e perciò può rendersi meno sensibile allenostre coste. ;« Nei solstizi vi sono due maree , una delle quali è piùsorte, l’ altra più debole, e si compensano scambievolmente ; e al con-trario negli equinozi ve n’ hanno due quasi eguali, 1’ intiero effetto del-le quali è più sensibile. Aggiungiamo però non estere generalmente veroquel che si dice comunemente, che le maree degli equinozi sono mag-giori nell’ anno; anzi le maree più grandi e più estraordinarie , che sisappiano, non sono già accadute verso gli equinozi , come si vedrà dauna memoria da me letta ali’ Accademia nel 1772 sopra la maree degliequinozi.

1090. Se la forza del sole è capace di trasformare la superficie dell’acque dell oceano in una sferoide allungata, il di cui vertice si dirigeverso il sole medesimo , anche la luna deve produrre un simile effetto .Cosi le maree, che si osservano , partecipano dei moti del sole e dellaluna insieme. Nelle sizigie la sferoide acquosa prodotta dal sole e quel-la prodotta dalla luna hanno la direzione verso la stessa parte ; e 1’ al-lungamento della sferoide stessa è uguale alla somma degli allungamentiche il sole e la luna possono separatamente produrre ; ma nelle quadra-ture gli affi di queste due sferoidi fono fra loro ad angolo retto , e 1’asse maggiore della sferoide solare accresce il minore della lunare . Cosile maree delle sizigie sono eguali alla somma degli effetti prodotti dalsole e dalla luna, e quelle delle quadrature alla differenza . Dunquedalie altezze delle maree si può rilevare il rapporto tra le forze del sole

e del-