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le scarpe, si conclude, che maggiore soliditàacquistano gli argini soprastanti proporzione-volmente alla maggiore estensione, ed inclina-zione delle scarpe.
1 45 . Se la pendenza di un fiume si riscon-trasse eguale almeno alla nona parte della lun-ghezza rispettiva, vi sarebbe compenso anchenegli argini laterali, e nulla sarebbe la per-dita della velocità per motivo dell’ attrito, omoto radente , giacché si sa dalle sperienze delBossut, che allora quando la pendenza è tale,la dispensa dell’ acqua non varia, e prossima-mente è sempre la stessa. Se adunque in unmiglio di met. i 5 oo, la cadente fosse una no-na parte di met. i 5 oo, ed eguale la met. 166.67 non soffrirebbesi dalla velocità verun sen-sibile decremento. Conseguentemente in taleipotesi la velocità del Po, che in tempo di pie-na è di 1. 664 ( §. 29 Tom. I. ) per secondonon si diminuirebbe in forza della frizione.Puossi dunque questa stessa frizione eguaglia-re a met. 1. 664.
146. Ma la pendenza del Po ben lontanadall’ essere eguale all’ indicata di met. 166. 67.è tutto al più sopra la lunghezza di met. i 5 ooa fronte del territorio Parmigiano di met. o.40, e le frizioni sono proporzionali alle velo-cità, ossia alla radice quadrata dell’altezze pre-menti, come dimostra il citato autore, sicchési fa tanto meno sentire 1 ’ attrito, quanto più