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(I)s a* = ifap-+-afG(b-*-p)
i“ 3 = l a P(b ~+-Ip) aG[b-*-p) (ib -t-p),
ossia
(H) a 3 — I nbp \ap'-*-aG({b*-+-lbp-+-p* ).
i:^5. Le due precedenti equazioni I, II nonindicando che Io stato d’ equilibrio, ben si com-prende, che ad ottenere stabilità, e fermezzanelle arginature, fa duopo, ebe il secondo mem-bro delle equazioni medesime sia maggiore delprimo, e quanto maggiore sarà 1’ eccesso, tantomaggiore riuscirà la resistenza.
1 56- Considerando in oltre, che variandosoltanto la scarpa interna, e rendendola piùinclinata, poste e lasciate tutte le altre cosepari, cresce 1’ azione della spinta verticale QRe con essa viene ad un tempo accresciuta laspinta, che concorre col peso dell’ argine a ren-derlo più fermo nella base, resta confermatociò stesso che fu detto al §. i5o, cioè, che 1’abbondare nelle scarpe interne degli arginigiova sempre a renderli più solidi e resisten-ti nella ragione del seno totale al seno dell’angolo che la direzione dell’ urto forma collascarpa inclinata degli argini soggiacenti.