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ARTICOLO II.
APPLICAZIONE DELLE FORMOLEDEL PRECEDENTE ARTICOLO.
157. Supponendo, che si opponga a guisadi argine ( §. 92 ) allo spandimento delle acqueun muro colle due scarpe, ciascuna d’ un se-sto dell’ altezza, e questa debba sostenere ilfluido sotto 1 ’ altezza di met. 6 , ricerchiamo colVenturoli ( a ) la grossezza b che dovrà avereil muro per 1 ’ equilibrio.
Faremo la gravità del muro G = 1. 714*il coefficiente dell’ attrito f = o 75, di più a— 6, p — 1 ; e la prima equazione ( I ) .? —
ifap -t- afG ( b p ) ( §. i 54 ) si cangierà nella
. 36 o. 75. x 6 . , . .
seguente —— —;- -t- 6 x o. 75. x 1. 714
2 2
( b 1 ), 18 = 2. 25 -+- 7. 713Ù-+-7. 713, dacui ricavasi b— 1. 042.
Colla seconda equazione ( II ) | a 3 = i abp-+-| ap 2 ■+• a G ( 1 b 1 -+- | bp -4- p 1 ) si ritrova36 = 3 b -t- 5 -+- 5 . 142 b* -t- 1 5 . 426. b. -+- 10.284, e quindi ordinando per b, e risolvendo1’ equazione di secondo grado si ha b = o. 899.
i 53 . Supponendo 1’ argine costrutto di sem-plice terra, fatta la grossezza b = o, terminan-
( a) Tom. IL lib. IV. Cap. IV.