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Volume III.
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vato che di poco peso, malamente si adattereibe in un argine, che si erge gli otto e i do-dici piedi. Il fianco di questo presso da tantomaggior peso vi richiede una resistenza maggio-re, ne non basteranno i due piedi di scarpa perogni pie di altezza, nè fors’ anche i tre in ter-reno poco tenace. Il Galileo, ed il Viviani hanriconosciuto che le macchine in piccolo come imodelli delle stesse riescono a meraviglia. Tra-sportate in grande, o non riescono più o si sfa-sciano . ... Le resistenze nelle macchine noncrescono nella pura ragione in cui crescon lemisure, o le grandezze di quelle, cioè come cre-scono i pesi delle parti, che le compongono. In-grandendosi la macchina, la resistenza è moltomaggiore dell’ aumento del corpo. Il moto pe-rò o n’ è impedito, o volendolo forzare sfascia-si V organizzamento delle membra.

167. Supponendo in fatti i lati omologhi de’modelli, e delle costrutture nella ragione di1 n: si dimostra, che distinguendo le spintetendenti semplicemente a spostare le parti equelle, che tendono a spezzarle, le prime dalpiccolo al grande si aumentano in egual pro-porzione colle resistenze, ma non cosi le se-conde, che crescono in una ragione maggiore.

168. Le spinte dirette alla distrazione del-le parti delle macchine come le stirature sof-ferte dalle chiavi, dalle catene delle volte, dal-le piane de’ tetti, quelle, che tendono a piega-