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effettuare con barche la navigazione, fu essa di-sdetta. In somma con coraggio, e con ingegno,conchiude il lodato Autore, fu l’Italia la prima,che domò 1’ instabile elemento dell’ acqua aproprio vantaggio: fece fronte per quanto sipotè, alla propria infelicità, operò il suo risor-gimento dopo il decadimento del Romano im-pero, e fu parimente la prima, che ,, insegnò,, alle nazioni forestiere quell’ arte, eh’ essa,, non aveva altrimente imparata, che dai so-,, li fatti e tentativi suoi, e dalle sole sue spe-,, rienze, sulle quali diè essa lo stabilimento,, alla scienza idrostatica ,, ( a ).
XXI. Le chiuse adunque con porte all’ usodei canali di navigazione sono di una inven-zione assai moderna pretendendosi che le pri-me eseguite sieno quelle del canale di Marte-sana suddetto ( b ).
XXII. Quindi è che il genio italico, valica-te le alpi, si vide germogliare verso la fine delsecolo decimo quinto anche nelle contrade stra-niere, e diffondere dovunque la sua luce. Fu-rono aperti ne’ Paesi bassi dell’ Olanda, e del-le Fiandre numerosi canali, ove profittando nonsolo de’ fiumi, ma eziandio del flusso, e riflus-so del mare si aumentarono, e facilitarono lecomunicazioni, ed il commercio.
(a) Lecchi luogo citato.
( b ) Gautey memoire surlecanaux de navigation §. a5.