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Volume III.
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XXXVII. Regola Vili.* Devesi dunque, con-tinua il Gauthey, regolare la distanza tra l’unae T altra conca in maniera, che 1’ acqua nonsi abbassi nel canale oltre i sedici centimetri,conchiudendo con esso, che la distanza tra duesostegni dovrà essere tanto più grande, quan-to maggiore sarà la capacità del sostegno in-feriore da alimentare, e quanto più angusti sa-ranno i canali.

XXXVIII. A schiarimento delle regole pre-cedenti, e specialmente dell’ ottava, si noti ched’ ordinario i canali hanno la larghezza di met.14. 60, e che le conche si fanno di met. 3 2. 5odi lunghezza, di met. 5 . 20 di larghezza, e dimet. 2. 60 di profondità, dimensioni che pro-ducono metri cubi 439. 40 Per la qual cosasi fa manifesto, che le conche devono esseresituate alla distanza tra i met. i 85 , ed i met.19© al più. In fatti moltiplicando la larghez-za di 14. 60 per o. 16, indi per met. i 85 si hail prodotto di met. cubi 432. 16 pressoché e-guale al cubo anzidetto, che corrisponde allacontinenza di un sostegno, abbassandosi le ac-que di met. o. 16.

XXXIX. Che se la distanza fra le due conchenon fosse che di met. in tal caso sarebbel’abbassamento di circa met. o. 65 e quindi49x 14,60 x 0. 65 = 465 . o 1 poco diverso dal cu-bo sopra determinato. Sarebbe tale distanza in-sufficiente per mantenere i battelli galleggianti.

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