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Volume III.
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414
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tra macina è maggiore, la mole del grano è mag-giore, e verso la periferia, ove l’intervallo si faminore giunge il grano trito, e di mole mino-re, si fa chiaro , che la resistenza da vincersiin ogni punto è proporzionale alla grossezza delgrano, che segue la ragione degli intervalli fra(a) le due mole; conseguentemente s’inferiscecol Venturoli potersi risguardare la resistenzaequabilmente diffusa sopra tutta la superficie,ed in ogni settore elementare raccolta nel ri-spettivo centro di gravita, distante dal centroper due terzi del raggio, distanza corrisponden-te al braccio di leva, cui essa rimane applicata.

XXXV. Dalla fatta descrizione di un mulinomosso col mezzo d’una ruota verticale urtatadall’acqua si deduce, che la macchina è unacombinazione di più leve, e sono la AB che è ilraggio della ruota verticale ( fig. 53) e ricevel’urto dall’acqua, la CD che è il raggio del-la ruota dentata che incontra la resistenza inD; la DE il raggio della lanterna, cui è ap-plicata la forza, e la Fe eguale a | del raggioGF della macina, essendo e il centro di gravitàdi un settore triangolare, ove supponesi raccoltala resistenza da vincersi.

Quindi se si dirà = a il raggio della ruotamaestra, b quello della ruota dentata, c quello

(a) Luogo citato Tom. II. %. 719 .