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risentano l’azione; si dirigano col loro asse almezzo degli alvei, secondino la via del filoneessendo obliqua, e diretta contro una sottopo-sta fronte per evitare i movimenti vorticosi,eh’ indi si potrebbero formare per tale cagio-ne: in fine il rapporto del diametro de’ burgo-ni riferito all’altezza delle piene sia minimo co-sicché insenisbile riesca la loro resistenza incircostanza di gonfiamenti.
CXIII. I mulini natanti nel Po si credonogeneralmente dannosi alle arginature, e perciòsi prescrive di tenerceli lontani. Non si permet-te giammai di collocarli in prossimità di un ar-gine in froldo, e nella Provincia di Mantova siprescrive ai mulini di tenersi lontani alla di-stanza di met. 140 dai froldi sopra, e sotto diessi. Esaminiamo quale possa essere il danno,che puossi produrre dalla loro vicinanza.
CXIV. Si considera
i.° Che galleggiando i mulini nel filone laloro azione non può essere, che alla superficiedell’acqua sotto l’altezza eguale alla immersio-ne delle barche, che li sostengono, aumentatadi quella pressoché insensibile altezza che puòdipendere dall’adesione, e viscosità o attrazio-ne degli strati inferiori.
2. 0 L’ opposizione della macchina al libe-ro corso produce un alzamento di poco, 0 nessunmomento offrendosi all’acqua dalla notevole lar-ghezza del fiume un facile dilatamento. In fat-