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i riferiti segni in una svolta, non potrà essadirsi stabilita, e ne sarà tanto più lontana,quanto più la inclinazione delle scarpe oppo-ste, la situazione dei filoni, la loro direzioneal di sopra, e al di sotto del gomito si sco-steranno dalle sopraindicate condizioni dellostabilimento. Scandagliando il fondo de 1 dumidopo ciascuna piena, ed osservandone i movi-menti rimpetto ad una corrosione, si potrà age-volmente argomentare se la stabilità abbiasia sperare.
203. Lo stesso Autore dietro i principi! dalui posti (§. 256) determina il raggio della cur-va di stabilimento, e lo trova eguale alla lar-ghezza del fiume nelle piene, presa al di sopradella corrosione, moltiplicata per una frazione,il cui numeratore viene espresso dal quadratodel seno tutto, ed il denominatore da quattrovolte il quadrato del seno della metà dell’an-golo di bricola. Cosi prolungati i lati della cur-va AI, BM ( fig . 23) che concorreranno in O,condotta la linea FG in modo che l’angoloFEH riesca eguale a GER , ed IN~KE, edEL—LM, innalzate le perpendicolari JK, MKalle AO, BO nei punti ]M , si troverà il centroK, quindi il raggio JK, oppure MIC della curvache necessariamente sarà un circolo a motivodella eguaglianza fra le IN, NE, e delle EL,LM, ed il punto E sarà il vertice della curvastessa, a cui sarà tangente la retta FG. Con-