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Volume I.
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2. Si suppone all’opposto che le acquesi attengano col loro corso a tale parallelismo,ciocché per le cose dette (§ 2,2,4 succitato) èmanifesto non potersi verificare.

3. Si dimentica la variazione dell’ angolodi curvatura ad ogni istante, ed in ogni puntodella svolta, anzi supponesi essere quest’ango-lo costante , pretendendo perciò che le curvestabilite si dispongano in linee perfettamentecircolari.

4 . Supponesi un urto continuo dell’acquacontro le sponde, e da questa cagione ripetesidal Du Buat il ritardamento del moto nellasvolta, non che la violenza delle corrosioni,quando si sa che un fluido corrente fra le pa-reti di un canale curvilineo si piega strisciandolungo esse senza urtarle, di modo che, prescin-dendo dagli sfregamenti, il fluido stesso nonperderebbe giammai il suo movimento, giusta1 ’ avvertimento del Galileo nella sua lettera delfiume Bisenzio, riportato dall’ Ingegnere Vecchi,esprimendosi ne’ seguenti termini quel venera-bile padre dei Filosofi. Quando il fiume an-dasse serpeggiando, come si dice, e che le stortefossero in arco, credo resolutamente che V arrestosarebbe impercettibile, ciocché è pure conformea quanto si è detto ai §. 217, 243.

205. Per le quali considerazioni tutte egli èvisibile che nel sistema delle bricole comunqueingegnoso, ne conseguirebbe che poste eguali