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Volume I.
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più grande dell 1 ordinaria (fig. 26), non om-messi i tronchi superiori ed inferiori, ove ilfilone tiene la via di mezzo, abbandonata al-l’ingresso del serpeggiamento, e ripigliata allasortita dello stesso: tentando si conducano duetangenti, 1 ’ una AO al perimetro «lei troncosuperiore, e l’altra BO a quello dell’inferiore,in modo die l’angolo AOB formato dal loroincontro riesca di gradi 108; dividasi quest’an-golo per metà colla linea OY: si prolunghinoi due filoni superiore ed inferiore, che si sup-pongono paralleli alle due tangenti, lino ad in-tersecare la stessa YO eoi comune incontronel punto E, che sarà il vertice della curvaricercata (§. 261 ): fatto poi EX=zAl, EL — LM,ed innalzate le perpendicolari IK ed MK alletangenti, il punto I\ sarà il centro del tondeg-giamento, o la curvatura al vertice E; ma questanon può ritenersi che per brevissimo tratto,giacché ( §. 224) la curva di stabilimento nonpuò essere circolare, cangiando ad ogni istantedi curvatura.

Determinato nel sopraindicato modo il ver-tice della curva stabilita; ritenuti inoltre ipunti AB di contatto invariabili, e per la pra-tica gli archi circolari ZE, zE di 3 in 4 gradi,resta a tracciarsi dal punto A all’ altro Z, edal B al z la curva di stabilità. Uniscansi idue punti A , Z con una retta AZ-, dividasiquesta retta in parti eguali p. e. iu cinque