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ilelli ili Cremona, e tutti avvisammo concor-demente, die la ragione sta pel Signor P.
Sia permesso di esporre in compendio ipincipii, cui il rispettivo avviso si appoggia,dimostrando ad un tempo l’insufficienza delleragioni poste in campo a sostegno dell’opi-nione contraria.
340. Se la forza di un fmmieello, io diceva,qualunque sia, è valevole per distruggere i ban-chi che intorno alla loee si accumulano o dalmare, o dai tìumi maggiori, ed a mantenerlacostantemente aperta ed operosa; se le pienede’ recipienti e le burrasche del mare le piùelevate cedono all’impulso degli influenti; se ifiumi allo shocco seguono le profondità mag-giori, che loro si presentano in virtù dellaloro naturale gravità; se in tali cavità essi ab-bandonano le loro torbide, dalle quali le stessecavità col volgersi del tempo sono rialzate,stabilendo iu mezzo delle propine alluvioni illoro alveo fornito di larghezza e pendenzaproporzionale alla loro portata, dipendentemen-te dalle materie rapite dall’alto e miste col-le acque, siccome accade ne’ laghi ( §. 3 1 6 ) ;se i regurgiti dei recipienti col loro alternoentrare ed uscire bastano per mantenere ri-mondati gli alvei dalle deposizioni per tut-to quel tratto cui quelli si estendono; se al-la produzione di quest’ultimo effetto concorro-no ancora le piene dei tributari!; se alla sini-