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Volume I.
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fica ciocché gli Architetti d’ acque soglionoavvertire, cioè che i regurgiti col loro ritornodagli influenti ne’ recipienti espurgano gli al-vei per tutto quel tratto ad essi soggetto.

3 .° Nè vale il porre in mezzo l’esempiodi uno scolo di bonificazione (od anche di unastrada) aperto su di un’ alluvione, il cui con-giungimento alla sponda non rimane per essiimpedito, poiché lo scolo (o strada) supponela preesistenza dell’incremento su cui è sta-bilito, laddove tutto all’opposto per le ad-dotte ragioni 1 ’ Arda e Origina correndo fra leproprie alluvioni (§. 344. 340 ) originate dalletorbide trasportate dalle loro parti superiori tol-gono la possibilità del congiungimento in que-stione; non essendo avvenuta, nè potendo av-venire la preesistenza dell’alluvione. E qui sinoti che delle torbide stesse sono figlie le al-luvioni, che per avventura si osservano sottola sponda di Polesine; non mai di quelle delPo, come taluno erroneamente volle sostenere.

34 * 3 . Il Signor Professore Venturoli conve-nendo nel parer mio vinto dai motivi da megià esposti, e a lui comunicati:

i.° In primo luogo osserva, che l’alveode’ Torrenti Arda ed Ongina è di pubblicaragione, e conclude che per esistere una strisciadi terreno pubblico tra le ragioni di Polesinee l’alluvione opposta, non vi sarà chi impugnila vera loro separazione.