da una linea condotta dalla parte inferiore, eprotratta all’insù, avendo riguardo agli effettidel regurgito del recipiente, se il termine dellanuova inalveazione trovasi in altro fiume, odel flusso e riflusso del mare, se in questo èposto lo sbocco.
Tal linea nel secondo caso deve essere al-cun poco superiore al pelo massimo delle piene,tenendosi a conto anche quel di più ( sopra1’ altezza osservata prima dell’ unione ) chepuò essere prodotto dalla introduzione dellenuove acque, almeno al loro primo ingresso,comunque si abbia motivo di presumere, chein seguito il fondo sia per abbassarsi, e perciò ilpelo delle piene sia per riuscire col tempo pro-porzionevolmente meno elevato (§ 353 , 362 ).
37 C). E perchè la superficie dei fiumi, ove ri-sentesi il regurgito, riesce meno inclinata, egliè perciò che in vicinanza degli sbocchi tornatenere gli argini meno declivi, e ne’ tronchisuperiori liberi il loro piano deve secondare1’ inclinazione del fondo.
38o. Quanto alla larghezza del nuovo alveo,essa deve essere eguale a quella del fiume vec-chio, se vuoisi ad un tratto in esso introdurretutto il fiume, soprattutto se non siavi eccessodi caduta; se la lunghezza del nuovo corso siamaggiore di quella del vecchio; se l’imboccaturanon sia felice, che abbisogni il soccorso del-1’ arte per obbligare le acque a seguire 1’ alveo