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loro preparato; ma se considerevole sia la ca-duta, il corso abbreviato, e felice l’ imboccatura,talché si possa ragionevolmente giudicare, chela forza delle acque sia valevole per aprire l’al-veo proporzionevolmente al bisogno, in questocaso la larghezza potrà essere più o meno li-mitata, secondo la diversa qualità del terreno,e le particolari circostanze.
38 1 . Quale poi debba essere la distanza de-gli argini, quando questi abbisognino, si ricor-ra all’osservazione di quelli lungo il fiume vec-chio, e si rammenti che verso lo sbocco, oveconcorrono molte cagioni accidentali produt-trici di mutazioni, devono tenersi gli arginipiù che in ogni altro luogo distanti.
38a. Tutte le precedenti regole sono da se-guirsi, portino i fiumi torbide, o acque chiare,con un’eccezione per rispetto agli ultimi, cioè,basta che abbiano apertura al termine inferiore,e non siano più bassi di superficie del mede-simo per potervisi portare (a), ben sapendosieh’essi possono lluire anche in alvei orizzon-tali; comunque però ciò sia vero non torna scar-seggiare di caduta per inalveazioni di consi-derevole lunghezza, soprattutto ne’fiumi pe-renni, poiché egli è possibile, che anche nelsupposto di acque chiare apransi gorghi nel
(a) Guglieltnini: Natura ile* fiumi Cap. XIV.