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po si alzaroa le arginature, ed il lavoro si ac-celerò di maniera, che nel 1771 non più ri-manevano che dieci miglia del Reno da inalve-are fra gli argini.
Ma la piena straordinaria avvenuta nelprincipio dell’anno 17725 e le pioggie conti-nuate tino alla metà del Maggio rovinarono ingenerale le arginature, e dalle conseguentiestese inondazioni derivarono tali e tanti di-sastri, che querele si sollevarono senza numerocontro rintrapresa straordinaria operazione.
Cionnullameno essa fu continuata perfezio-nando le arginature, innalzandone di nuove,regolando il corso degl’ influenti Idice, Qua-derna, Centonara ecc. introducendo nel Renole loro acque chiarificate nelle valli, operandorettifili ecc.
Comunque dagli eseguiti lavori si ottenes-sero soddisfacenti risultamenti , 1’ alveo delReno per altro andavasi rialzando, e fu giuocoforza impegnarsi in arginature di tal mole danon potersi sostenere su piani in gran partemal fermi e paludosi ; per la quale circostanzacongiunta coll’altre delle cuore inferiori, chesi opponevano al libero corso delle acque e de-gli scoli impediti ne avvenne, che non più sipoterono impedire le rotte frequenti ora inun luogo, ora in un altro per la soverchia de-bolezza, o bassezza delle arginature, imperoc-ché, dice il Sig. Pancaldi, l’alzamento progres-