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stra del Reno, ove ridice stesso si fece sboc-care a foce aperta, furono rialzate le arginaturemaestre divenute insufficienti per contenere lepiene, a motivo deH’alzainento notabile del fon-do del Reno, avvenuto nel frattempo, che sistava eseguendo il progetto del i8o5. Pertal maniera si vide finalmente il fiume ristrettofra le sue arginature, non soggetto a sensibilialterazioni di fondo, e per quanto il potevapressoché stabilito.
Esaminata la cadente del Reno disposta eformata in proporzione della portata dalla na-tura, trovasi essa ben diversa da quella cheimmaginò il P. Lecchi, desumendola da unaparallela al pelo ordinario delle acque; il fon-do si osserva più elevato di molte campagne, emolto più delle valli; gli argini alti met. 7 , 00 ,che è quanto dire met. 3, 4 2 oltre a quelche parve al P. Lecchi poter bastare. Cosi ifondi bassi e vallivi sono difettosi di scolo,lo sbocco dell’ Idice è da trasportarsi unitoalla Quaderna in un punto più basso; le ar-ginature del Sillaro, del Santerno, e del Seniosono da rialzare più di quello richiegga lanaturale loro cadente in forza dell’ altezza del-le piene di Reno.
3(jo. Dalla precedente storia delle vicendeavvenute per inalveare il Reno d’ Italia, e ri-durlo ad una quasi stabilità di fondo emer-gono regole pratiche intorno l’inalveazione de'Voi. 7. 20