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ARTICOLO III.
NOZIONI INTORNO l’EFFLUSSODELLE ACQUE DAI FORI PRATICATINEL FONDO, O NELLE PARETI DE’ VASI.
5o6. Il Torricelli osservando, clie adattatoad un piccolo foro praticato nella parete diun vaso ripieno di acqua un tubo ripiegatoall’insù, acquistava tanta forza da potere ri-salire col suo getto all’altezza medesima dellasuperlicie dell’acqua contenuta nel vaso, tran-ne qualche piccola differenza prodotta dalleresistenze incontrate, quali sono 1’ opposizionedell’aria, le particelle acquee superiori, chericadono sulle inferiori del getto, lo sfrega-mento che si soffre dallo stesso getto nel-l’orlo del tubo inferì , che quella stessa ve-locità, che un corpo grave acquisterebbe ca-dendo liberamente da un’altezza eguale a quel-la della superfìcie dell’acqua sopra il foro delvaso, acquistisi dal getto all’ uscire del tubo.Ma tale velocità è proporzionale alla radicequadrata dell’altezza predetta; dunque con-chiuse in generale, che la velocità dell acqua,che esce da un piccolo foro praticato nel fondo,o nel fianco ili un vaso segue la ragione sud-duplicata dell’ altezza dell’ acqua soprastan-te, dalla cui pressione l’effetto pienamentedipende. Che però stabilì essere determinato