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Volume I.
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1 ’ opposto accusavano il soverchio numero ile’diversivi e canali aperti ne’ secoli remoti ila’Romani, e ne’ più vicini dai Batavi, comeprincipale cagione di tutti i danni. Indebolito,ilicevan essi, il Reno, e divenuto troppo lentoed incapace di smaltire prontamente le pieneformate dal tributo di novanta fiumi, di’ egliaccoglie nel lungo suo corso dalle Alpi Elve-tiche al mare, si alza, e s’ingorga negli ultimitronchi a danno dei paesi adiacenti, ciocchénon avverrebbe, se tolte le diversioni, gli siridonasse la perduta celerità e forza, con-centrandone in una sola massa tutte le acque,e rendendolo con tal mezzo valido ad iscavareil proprio letto, ed a scaricarsi con prontezzaed impeto nel mare.

564. Fautore di questa seconda opinionefu il Gennetè, ed ebbe ragione, (or) ma ebbeegli torto proclamando nella stessa occasioneil suo sistema, che menò tanto rumore in Eu-ropa, cioè che la velocità de’ fiumi cresceprossimamente come la quantità dell’acquache vi si aggiunge scema in proporzione diquella, che vi si toglie. Dal Reno, adducevail Batavo idrometra per prova, ricevesi il Meno,dal Danubio l’Enno, dal Tevere il Teverone,nè dopo l’unione di questi fiumi scorgesi au-

to) Veggasi ciò che si è detto sui diversivi §• 3go eseguenti.