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mento sensibile d’altezza, ed inoltre dietrosperimenti da lui fatti in Leida, sosteneva po-tersi aggiungere ad un fiume altri cento fiu-mi uguali a lui, e toglierli da esso, senza chel’altezza se ne accresca, o diminuisca tampocodel doppio.
565. Non fa di mestieri perdersi in lunghiragionamenti per dimostrare la stranezza delnarrato sistema comunque celebre , costandodall’esperienza quotidiana alzarsi i fiumi perpoco che cadauo pioggie dal cielo, o si li-quefacciano le nevi, ed elevarsi tanto più lepiene, quanto più sono le une prolungate edestese ; quanto più continuato è il liquefaci-mento dell’altre.
566. Tralascio quindi di osservare che am-messa per vera l’impugnata dottrina, potrebbeun fiume contenere itn’ immensa quantità d’a-cqua, e concepire una velocità pressoché infini-ta, conseguenza incongruente ed assurda.
Nè in prova di tale asserzione reco colMengotti (a) l’esempio del Danubio, ritenen-do secondo il Riccioli, che tutti i fiumi del-l’Europa eguagliano prossimamente ventitrévolte questo gran fiume, ed osservando chesiccome la profondità di esso è di piedi 12 ,e la velocità di miglia 5 per ora, cosi per
(a) Idraulica fisica, Parte II. Capo V.