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Volume I.
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l’aria, esprimendosi da m la lunghezza della

sezione del galleggiante, che divide la parte

immersa dalla sporgente.

Il peso d'un prisma d’acqua avente per

base la superficie m a, e per altezza quella

dovuta alla velocità rispettiva espressa da u

— c corrisponderà all’urto della corrente. Ora

l’altezza dovuta alla velocità u — c è uguale

( denotando la forza di gravità per g come2

si suole) ad \ dunque l’urto ricevuto

(u — cj

sara = ma y -ma a tal urto si oppone

la resistenza dell’aria ambiente, che ha permisura un prisma della base mb, e per altezzaquella dovuta alla velocità c, talché essa tro-vasi = —sarà quindi la forza sollecitanteil galleggiante indicata dalla {'ormola. ~~fya

fu — cy 3 — Sbc 1 ) che divisa per la massa of-frirà il valore della forza acceleratrice ; matal forza a motivo che supponesi equabile ilmoto del galleggiante riesce eguale a zero; dun-que per ultimo si avrà/a (u — c) 3 — §bc*—o,

a

dalla quale si ottiene fu — c) % =~edzz — ce perciò c - - 11

=yW)

scorge che allora sarà c=« quando sarai — o;